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E’ iniziato il vero campionato del Torino: il primo obiettivo la salvezza, da raggiungersi il prima possibile, e poi si vedràTUTTOmercatoWEB
Il Torino col Milan
© foto di Daniele Buffa
Oggi alle 13:00Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Elena Rossin

E’ iniziato il vero campionato del Torino: il primo obiettivo la salvezza, da raggiungersi il prima possibile, e poi si vedrà

Con la prima vittoria e il mercato chiuso il Torino ha iniziato il suo campionato. Dove arriverà? Ora è presto per dirlo, ma la salvezza è il primo obiettivo e poi si vedrà se la squadra potrà andare oltre e di quanto

La vittoria sulla Fiorentina, costata a Fabio Grosso la panchina, ha dato il via al campionato del Torino, dopo le prime due giornate che si erano concluse con le sconfitte ad opera di Milan e Sassuolo. Ma soprattutto la differenza l’ha fatta il mercato che finalmente si è chiuso e che aveva visto arrivare nell’ultimo giorno Patterson, Bragança,Mandragora e Belghali più, a calciomercato chiuso, dello svincolato Rodriguez. Senza dimenticare che Perri era giunto il 29 agosto, giusto in tempo utile per la partita dei 16esimi di Coppa Italia che ha visto il Torino eliminato dal Monza. E la rosa a disposizione di Abate si era delineata nel terzultimo giorno di contrattazioni anche con le cessioni di Njie e Dembélé e il giorno prima di Pedersen. E anche in questo caso a contrattazioni finite sono ancora andati via Palerai e Anjorin. Detto in modo sintetico il Torino ha preso definitivamente corpo a partire dal giorno della seconda giornata di campionato che significa di fatto aver perso un mese e mezzo, il raduno per preparare questa stagione c’era stato il 10 luglio.

Il Torino quest’estate è stato rivoluzionato e ha perso un mese e mezzo

Abate, suo malgrado, ha dovuto svolgere tutto il ritiro e iniziare la stagione senza avere certezze su chi sarebbe andato via e chi arrivato. Forgiare quindi la squadra era praticamente impossibile visto che c’erano incognite in tutti i reparti.

In sintesi il Torino rispetto all’anno scorso è cambiato quasi totalmente tra calciatori che sono andati via a parametro zero, Lazaro, Maripán, Tameze, Savva e Sazonov, quelli che non sono stati riscattati, Obrador, Marianucci, Ebosse, Prati e Nkounkou, e quelli ceduti, Paleari, Anjorin, Njie, Dembélé, Pedersen, Ilic e Seck più alcuni giovani che però erano o tornati dei prestiti o provenienti dalla Primavera, Bianay Balcot, Pellini, Gabellini, Dalla Vecchia, Ciammaglichella, Di Marco, Acquah, Padula, Dellavalle, Sandrucci, Dell’Aquila, Antolini, Perciun e Silva Pertinhes. Mentre sono arrivati Rodriguez, Patterson, Bragança,Mandragora, Belghali, Perri, Fortini, Fitz-Jim, Cömert, Comuzzo, Mascardi e Oristanio più Pellegri in ritorno dal prestito.

Ora tocca ad Abate far diventare il Torino davvero una squadra dandogli, come dice lui, prima di tutto una solidità difensiva, e poi accrescere nell’aggressione ultra offensiva in modo costante. In sostanza la squadra deve crescere a livello di gruppo e singoli. E ovviamente per farlo ci vuole tempo e tanto lavoro.

Ma il vero livello del Torino qual è? Ci vuole tempo per saperlo

In questo momento è impossibile dire di che livello sia il Torino e di conseguenza quali obiettivi potrebbe raggiungere.

Di sicuro gli ultimi rinforzi, come si è visto nella partita con la Fiorentina, hanno innalzato sia la qualità sia l’esperienza di una rosa che annovera parecchi giocatori giovani che hanno poca se non nessuna dimestichezza con la Serie A.

Molte sono le squadre che hanno un organico superiore e che quindi verosimilmente si piazzeranno nelle posizioni che portano a disputare le coppe europee. A iniziare dalla Roma, prossima avversaria nel posticipo di lunedì alle 18,30, e che viaggia a punteggio pieno avendo battuto la Fiorentina (4 a 0), il Lecce (0-4) e l’Atalanta (2 a 1). Di certo il Torino farà di tutto per strappare ai giallorossi punti, ma se anche dovesse uscire sconfitto dalla gara al Grande Torino l’importante per ora è che riesca a vendere cara la pelle.

A campionato iniziato e dovendo preparare le partite è indubbiamente più difficile assemblare la squadra e bisogna lavorare ancor più duramente per farlo, ma se i giocatori crederanno in loro stessi e in Abate sarà possibile.

Il tempo perduto è un dato di fatto per cui ci vuole un po’ di pazienza e comprensione. Con un mese e mezzo, purtroppo, buttato alle ortiche diciamo che oggettivamente servirà fino alla sosta del campionato, per gli impegni della Nazionale, quindi dopo le gare con Roma e Bologna, prima di poter vedere il Torino di Abate. La Serie A riprenderà poco prima della metà di ottobre e i granata lunedì 12 affronteranno in casa l’Udinese, alle 20,45, e seppur alcuni giocatori durante la sosta raggiungeranno le rispettive Nazionali e non saranno a disposizione del mister, ma per allora questo lasso di tempo potrebbe essere quello giusto per far diventare il Torino una squadra.

Quali obiettivi realistici potrebbe raggiungere il Torino?

Anche a questa domanda è impossibile rispondere ora. Come accennato, ci sono squadre più forti, ma se si prende questo come anno zero, tanto più che anche mister Abate è alla prima stagione su una panchina di Serie A, e che il direttore sportivo Petrachi, con grande fatica e senza quasi budget, sta ricostruendo la squadra sperando di darle un assetto che possa durare qualche anno senza che sia a ogni fine stagione smantellata perché il presidente Cairo pensa solo al bilancio, allora arrivare quest’anno senza affanni a ridosso di chi andrà in Europa sarà positivo.

Non va scordato che Petrachi prima della gara di Coppa Italia con la Carrarese a Ferragosto aveva detto che il Torino era in perdita di 20 milioni. A mercato concluso per rinforzarsi il club ha speso 21,1 mln e dalle cessioni a ricavato 28,55 mln con una differenza di +7,45, secondo Tuttosport che ha considerato solo le operazioni maggiori e senza considerare bonus e gli obblighi di acquisto, in particolare di Simeone e Kulenovic, maturati in precedenza. Tra l’estate del 2025 e l’inverno 2026. Quindi rimane un disavanzo negativo di circa 12,55 mln.   

Un realistico obiettivo è: salvezza da raggiungere il prima possibile e poi si vedrà se sarà possibile raccogliere qualche cosa in più. Anche perché le variabili sono molte dai possibili infortuni, alla non resa per quanto sperato di qualche giocatore e all’incognita del mercato di gennaio 2027.

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