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Orsato assolve Guida e il Var: non era rigore su Oristanio. Torino “cornuto e mazziato”: la spiegazione irrita quasi più dell’errata decisioneTUTTOmercatoWEB
Daniele Orsato
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 12:00Primo Piano
di Elena Rossin
per Torinogranata.it
fonte Elena Rossin

Orsato assolve Guida e il Var: non era rigore su Oristanio. Torino “cornuto e mazziato”: la spiegazione irrita quasi più dell’errata decisione

Daniele Orsato, il designatore degli arbitri di Serie A e B, ha indirettamente definito “una decisione di campo” il mancato rigore dato al Torino per il fallo di Heggem su Oristanio

Ieri a Lissone c’è stato l’incontro tra i vertici arbitrali e le società di Serie A nel quale sono stati analizzati alcuni episodi accaduti durante questo inizio di stagione, ma non è stata portata ad esempio la decisione dell’arbitro Guida e del Var in Bologna-Torino: il mancato rigore per i granata a seguito del fallo in area di Heggem  su Oristanio. Ebbene quindi si può dedurre che secondo Daniele Orsato, il designatore degli arbitri di Serie A e B, si sia tratto semplicemente di “una decisione di campo”.

Il fatto incriminato

Al minuto 83’ con il risultato sull’1 a 1 Oristanio aveva ricevuto una splendida palla da Ilkhan e in area con una sterzata si stava liberando della marcatura di Heggem, che nel contrastarlo ha finito per colpirlo sul piede d’appoggio e così lo ha fatto cadere. L’arbitro Marco Guida coadiuvato in campo dagli assistenti Baccini e Zanellati non ha ritenuto l’episodio da sanzionare e il Var Santoro con l’A.V.A.R. Camplone non sono intervenuti, quindi devono aver rivisto le immagini e anche loro hanno concordato con Guida.

Eppure dai replay visti in televisione era evidente il fallo poiché Heggem aveva colpito il piede d’appoggio di Oristanio che stava per presentarsi al tiro in porta, quindi si trattava di un’occasione da gol che avrebbe potuto portare il Torino in vantaggio e mancando 7 minuti più recupero l’esito finale della partita avrebbe potuto essere la vittoria dei granata. Non c’è alcun dubbio che quella decisione avrebbe potuto cambiare l’esito della partita: non proprio una cosa da poco.

La spiegazione di Guida ai giocatori del Torino e il silenzio eloquente di Orsato

I giocatori del Torino subito in campo avevano protestato e l’arbitro Guida aveva era stato irremovibile nella sua decisione dicendo che il contatto sarebbe stato troppo lieve per assegnare il calcio di rigore. Si vede che per il signor arbitro Guida e per il Var Santoro Heggem avrebbe dovuto falciare Oristanio affinché loro decidessero diversamente.

Quest’anno gli arbitri vogliono essere protagonisti e ridurre al minimo l’utilizzo della tecnologia. Il designatore Orsato, che già prima dell’inizio della stagione aveva dettato delle linee guida, ha ribadito, come riporta Tuttosport, ieri nell’incontro fra i vertici arbitrali e le società di Serie A che: “L’obiettivo è quello di favorire il gioco del calcio e non fischiare i minimi contatti. Una linea che manterremo uguale fino al termine del campionato” e che “il Var interviene solo se l’arbitro non ha visto”, si legge su La Gazzetta dello Sport . E’ evidente quindi che l’arbitro Guida ha visto e deciso che colpire il piede d’appoggio di un avversario rientra tra i contatti lievi. Allora perché Oristanio è caduto? Forse ha accentuato la caduta? Di conseguenza perché non è stato sanzionato visto che avrebbe cadendo cercato di trarre in inganno l’arbitro? Domande queste ovviamente sarcastiche.

Entrando poi nello specifico dell’episodio fra Heggem e Oristanio nell’incontro neppure è stato messo fra la ventina di episodi mostrati. Se ne deduce quindi che è stata una decisione di campo dell’arbitro Guida.

L’analisi di Orsato invece su altri episodi finora accaduti al Torino

In Torino-Milan il braccio di Vlasic era da rigore. Il Milan aveva protestato per un possibile fallo di mano in area da parte di Vlasic sul cross di Cissé, ma dopo la lunga revisione del Var l’arbitro Zufferli ha assegnato solo il calcio d’angolo senza neppure andare a rivedere l’azione al monitor: per la verità dalle immagini si vedeva che il braccio di Vlasic era, seppur dietro la schiena, largo (59’). L’episodio è avvenuto sul risultato di 0-0 e la partita è terminata con al vittoria del Milan per 1 a 2.

L’altro episodio preso ad esempio è stato il fallo di mani di Lucchesi nel match di Coppa Italia Torino-Monza: sbagliato l’intervento del Var a revocare il rigore al Torino. In area sulla torre di Aboukhlal, Adams ha cercato il tiro, ma la palla è finita sul braccio di Lucchesi e l’arbitro Perenzoni ha così assegnato il rigore a favore del Torino, ma poi il Var lo ha richiamato al monitor e ha optato per non assegnare più il calcio di rigore (90’+4’). L’episodio è avvenuto sul risultato di 0-1 per il Monza e se il rigore fosse stato trasformato dai granata l’incontro si sarebbe prolungato con i calci di rigore per stabilire chi avrebbe passato il turno andando agli ottavi e invece c’è andato il Monza avendo vinto la partita.

La decisione dell’arbitro è sovrana e con la tecnologia c’è un rapporto di odio e amore, ma restano tanti dubbi

Da sempre le decisioni dell’arbitro in campo sono sovrane, ma con l’introduzione della tecnologia e del Var le cose sono un po’ cambiate e negli scorsi anni forse l’arbitro è divenuto un po’ meno centrale e così in questa stagione Orsato ha voluto riportare gli arbitri a essere giudici assoluti con un operato insindacabile.

Che dire, va trovato un equilibrio e la tecnologia non deve essere demonizzata e neppure può essere sminuito il ruolo del Var. Una cosa però è evidente per la credibilità del calcio: né l’arbitro né il Var possono incidere con le loro decisioni sull’esito finale di una partita, ma già troppe volte è accaduto.

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