Il Toro per ritrovarsi, l'Empoli per sopravvivere
"Troveremo un Toro agguerrito” ha affermato Bepi Pillon, tecnico dell’ Empoli. Sa bene di incontrare l’undici di Ventura nella tappa del riscatto, dopo lo scivolone di Gubbio. Ma l’ex guida di Chievo e Livorno possiede il piano per sperare di tornare in toscana con qualcosa di buono: chiudere gli spazi e ripartire. Un progetto tattico sovente abusato, soprattutto dalle piccole squadre quando si confrontano con l’esame Olimpico. Quantomeno nella prima parte di campionato.
Il Toro mette già in conto cosa lo attende. Tra le mura amiche, a parte il successo contro il Varese, non ha mai convinto pienamente, anche per demeriti delle avversarie. E anche questa volta i nuovi ospiti non cambieranno il copione. La realtà del club di Fabrizio Corsi non è più quella degli anni precedenti, vissuti a cavallo dei playoff, e mai acciuffati. La squadra ha già assaggiato l’esperienza dell’esonero del mister, Aglietti. La classifica langue, con l’incubo playout che ne zavorra le prestazioni in campo. I granata, per adesso, non hanno risentito di quel peso specifico, spesso a monte degli ultimi fallimenti: l’obbligo di far risultato derivato dal nome. Ventura ha ridato smalto alla piazza dal punto di vista mentale. E la sconfitta di lunedì sera non può far comparire i vecchi fantasmi. Le carte buone per sbancare il tavolo ci sono tutte.
L’Empoli in trasferta ha raccolto la miseria di un punto, e presenta la seconda peggior difesa del torneo con ventuno reti subite. E' reduce da un buon pareggio interno contro il Sassuolo, ma senza dubbio non ha la sfrontatezza per venire a Torino in pompa magna. Ventura ha recuperato quasi tutta la sua truppa. A parte il lungodegente Guberti, solo Suciu non è arruolabile. L’allenatore ligure è però costretto dal calendario alle acrobazie per far quadrare i conti. La settimana alle porte si prospetta da leoni. La seconda, dopo quella che ha visto affrontare il micidiale trittico Sampdoria, Grosseto e Verona, foriera di nove punti. Scontato il rientro di Di Cesare al fianco di Ogbonna, e il ritorno di Basha in mezzo al campo. Iori avrebbe bisogno di rifiatare, ma il Vives visto a Gubbio non fa dormire sonni tranquilli a Ventura. Se Bianchi dovrebbe essere della partita, il suo partner è ancora un rebus in procinto di essere svelato a breve dal tecnico; il quale può disporre di buona artiglieria sulle fasce, con Surraco, Stevanovic, Odu e Verdi in ripresa.
Se qualche nuvola aleggia sul cielo granata, su quello empolese appare già tutto sereno, in termini di formazione. Pillon, infatti, non può permettersi formule cervellotiche, a causa di una rosa falcidiata da infortuni. Mancando all’appello uomini di spessore come Coralli, Buscè, Vinci, Coppola e Ficagna (l’unico probabile in panchina), il tecnico di Preganziol ha lavorato intensamente su un 4-4-2, che dovrebbe prevedere: Pelagotti tra i pali, Tonelli, Stoini, Mori e Regini in difesa, Valdifiori e Moro in mezzo al campo, con Saponara e Lazzari sulle fasce. Unico nodo da sciogliere è il partner d’attacco (Mchedlidze o Dumitru ) da piazzare con Ciccio Tavano, l’anno scorso cobra infallibile all’Olimpico con la maglia del Livorno quando ci rifilò una doppietta.
Torino-Empoli ha già il suo sottotitolo: rabbia contro fame


