Bianchi evita la beffa del Bologna al Toro e pareggia nel recupero
Alla fine è sempre capitan Bianchi quello che toglie le castagne dal fuoco al Torino, entrato al settantottesimo nell’ultimo secondo di gara segna il gol che evita al Torino la quarta sconfitta su rimonta degli avversari. Avrà anche il contratto in scadenza che potrebbe turbarne la serenità, non è l’attaccante più congeniale al gioco di Ventura però Rolando non molla il suo Toro: i suoi estimatori esultano e i suoi detrattori non possono far altro che riconoscergli l’assoluta professionalità e provvidenzialità, certo è che per Ventura d’ora in poi tenere il capitano in panchina sarà un po’ più difficile.
Riavvolgendo il nastro della partita va detto subito che le due squadre non hanno giocato per il pareggio, che ai fini della classifica è poi il risultato che accontenta tutti e fa muovere un altro passo avanti verso la salvezza. Neppure nel primo tempo quando le due squadre pensavano più a chiudere tutti gli spazi per evitare di subire gol non si è avuta mai l’impressione che Bologna e Torino fossero alla ricerca del pareggio, piuttosto avevano difficoltà a superare il muro eretto dagli avversari e quando arrivavano al tiro la precisione nell’inquadrare lo specchio della porta non sempre c’era oppure il tiro non risultava particolarmente insidioso e finiva per essere facile preda dei portieri. La partita è stata sbloccata al 25’ da un bel gol di Barreto che è stato rapidissimo nell’avventarsi sulla palla respinta non perfettamente da Curci su un tiro forte e teso di Santana. Poi il Torino ha continuato a tenersi corto schiacciandosi un po’ troppo a ridosso della propria area attentissimo a chiudere ogni possibile varco e impedendo difatto al Bologna di rendersi pericoloso e attendendo il momento più adatto per ripartire in contropiede alla ricerca del secondo gol che poteva chiudere la partita. L’essere molto chiuso però non lasciava sufficienti margini al Torino per offendere se non sporadicamente. Sul finire del primo tempo il Bologna ha recriminato per un rigore non concesso a Gilardino. Per essere obiettivi, altrimenti non si è più credibili quando si sottolinea che certe decisioni arbitrali danneggiano il Torino come è accaduto più volte in questo campionato, va detto che Ogbonna ha pensato di più a contrastare Gilardino piuttosto che a interessarsi della palla e i due sono finiti a terra nell’area piccola e l’arbitro De Marco ha optato per il fallo in favore del difensore, annullando la rete che nel frattempo Kone aveva segnato. Subito dopo anche nell’area del Bologna, su mischia conseguente a un calcio d’angolo, Glik spediva la palla nella porta di Curci, ma il polacco aveva commesso un fallo su Gilardino e l’arbitro prima ancora che calciasse a rete aveva già fischiato e interrotto il gioco.
Nella ripresa il Bologna che non ci stava a perdere è rientrato in campo molto determinato a ristabilire almeno la parità e i giocatori di Pioli erano più attenti a eseguire quanto chiedeva loro l’allenatore per scardinare il muro eretto dal Torino, infatti, Kone, Christodoulopoulos, Diamanti e Gilardino si sono impegnati maggiormente a eseguire movimenti senza palla, riuscendo così ad esercitare con i compagni maggiore pressione tenendo gli avversari ancora più schiacciati, senza essere molto precisi nelle conclusioni dalle parti di Gillet, ma dando l’impressione che prima o poi il gol lo avrebbero segnato. Poi Pioli ha inserito Gabbiadini per Christodoulopoulos per aggiungere possibilità alla squadra in fase offensiva e al 65’ Morleo ha pennellato un assist perfetto recapitando la palla sulla testa di Kone che senza problemi l’ha spedita alle spalle di Gillet. Il Torino non si è fatto intimidire, ma adottando la tattica del cercare di abbassare il ritmo della gara per allentare la pressione del Bologna finiva per scontrarsi contro il muro difensivo che ergevano i felsinei quando i granata provavano a impostare la manovra offensiva. Ventura allora toglieva Cerci e faceva entrare D’Ambrosio per cercare di avere maggiore copertura, ma questa mossa come la successiva dell’ingresso di Bianchi per Meggiorini e poi anche quella di Jonathas per Barreto non sortiva gli effetti sperati, anche perché all’82 Jonathas non era preciso e si mangiava un gol più facile da realizzare che sbagliare: su cross di Bianchi da dentro l’area il brasiliano calcia male e spedisce la palla decisamente a lato. Il Bologna non era ancora domo e voleva l’intera posta in palio per chiudere il discorso salvezza, così Pioli giocava l’ultima carta dentro Guarente e fuori Kone e tre minuti dopo (86’) il nuovo entrato ha fatto esultare i suoi tifosi calciando di potenza alle spalle dell’incolpevole Gillet il pallone crossato da Garisc e respinto dalla difesa granata. Per il Torino si profilava la quarta beffa, se quella con il Cagliari poteva avere delle attenuanti per le espulsioni e per quella con il Napoli si poteva invocare la superiorità tecnica dei partenopei, non c’erano scuse da accampare per la sconfitta con il Parma e non ce ne sarebbero state neppure in questa con il Bologna, ma ci ha pensato capitan Bianchi a evitare la scoppola annullando i festeggiamenti che giustamente stavano facendo i sostenitori rossoblu. Pregevole l’azione del pareggio granata: Santana serve D’Ambrosio che salta l’uomo entra in area e mette in mezzo, il Bologna prova a respingere, ma la palla finisce al capitano che smarcato non ci pensa un secondo e la depone in rete.
La gioia per lo scampato pericolo però non deve far dimenticare al Torino di aver evitato la sconfitta per un pelo, tra l’altro nella prossima partita Basha non sarà a disposizione perché sconterà un turno di squalifica avendo ricevuto la quarta ammonizione a Bologna e se Vives non riuscirà a recuperare Ventura disporrà a centrocampo solo di Gazzi e Bakic, poiché Brighi e Birsa molto difficilmente recupereranno dai rispettivi infortuni. I prossimi avversari saranno Roma, Fiorentina, Juventus e Milan e all’andata alla fine di questo ciclo di fuoco il bottino fu di un solo punto per i granata, l’auspicio è che provino a ottenere qualche cosa in più e soprattutto che non si lascino sfuggire niente se dovessero incamerare qualche cosa.


