Milan, Allegri: "In attacco tutti si devono dare una sveglia. Scudetto? Per la matematica..."
Massimiliano Allegri, allenatore rossonero, è presente in conferenza stampa alla vigilia di Lazio-Milan, sfida valida per la 30esima giornata di Serie A e in programma domani alle 18:00 a San Siro.
12:00 | Comincia la conferenza stampa di Massimiliano Allegri.
Modric ha consegnato il suo Pallone d'Oro a Casa Milan.
"Luka è arrivato e ha portato, a parte le qualità a livello tecnico, qualità umane e professionali in tutto l'ambiente. Io, a vedere un giocatore, un uomo, con una passione e un amore per quello che fa così, è incredibile. E questo crea sicuramente entusiasmo e porta positività all'ambiente".
Bollettino medico.
"Gimenez sta bene e domani sarà convocato".
Bollettino di testa.
"Dopo una lite c'è sempre una pace, ma sono cose che succedono, soprattutto quando contano i punti. Bisogna restare sereni, pensare a ciò che dobbiamo fare. Domani serve vincere, prima della sosta, contro una squadra che con D'Aversa si è ripresa. Lasciamo perdere ciò che è successo a Roma".
Al Milan mancano giocatori autorevoli?
"
Corsa Scudetto definitivamente chiusa?
"L'Inter ha tanti punti di vantaggio e ha il destino nelle proprie mani. Noi ce l'abbiamo per la Champions. Quando la matematica dirà le cose, vuol dire che lo Scudetto non lo potremmo più vincere".
Quante speranze hai che rimanga Modric?
"Io non ho parlato con Luka. Dipende da lui".
Leao e Pulisic te li aspettavi così?
"Hanno avuto infortuni, uno ha saltato la preparazione e l'altro è subito stato due mesi fuori. L'importante ora è far bene gli ultimi due mesi. Ora stanno meglio. Pulisic sul piano della condizione fisica ha fatto una bella prestazione, gli è mancata precisione nei tiri. La ritroverà. Rafa ha la possibilità di salire in doppia cifra di gol in campionato. Senza dimenticare che abbiamo Nkunku, Fullkrug e Gimenez. Per giocare si devono dare una sveglia, tutti!".
Ora bisogna guardarsi indietro?
"Dico sempre che l'equilibrio sia fondamentale. Fino a che non si raggiunge l'obiettivo, bisogna restare concentrati sull'obiettivo. Domani bisognerà fare una partita ordinata, compatta, senza strafare".
Che cosa c'è da affinare tra Pulisic e Leao?
"Che chi ha la palla deve vedere quello smarcato... Non è che Pulisic non gliel'ha data perché non la voleva dare, ma perché non l'ha visto. La differenza nel calcio è la scelta dell'ultimo passaggio. Io a Leao ho detto: 'Nun t'ha visto, se no te la dava'".
Si può giocare meglio? Però avete 60 punti con due punte che non stanno segnando...
"La squadra ha fatto 60 punti perché ha lavorato di squadra. Abbiamo avuto delle problematiche, soprattutto di infortuni. Però pensiamo a quello che dovremmo fare. Con la Lazio ci sono stati molti sbagli tecnici negli ultimi 30 metri. Bisogna preservare gli 8 mesi di buon lavoro senza rischiare di giocarci il posto Champions negli ultimi due mesi".
C'è stato un confronto fra di voi per evitare il contraccolpo?
"Il contraccolpo psicologico non ci deve essere, perché abbiamo commesso alcuni errori che non bisogna ripetere. Davanti bisogna essere più precisi. Ci abbiamo lavorato, speriamo di fare una partita difensivamente più solida. Contro la Lazio abbiamo preso 9 ripartenze nel primo tempo, più di ogni altra partita intera. A Cremona c'è stata una partita simile. Bisogna tornare con serenità a stare ordinati, che è la nostra forza".
Insisterà su Leao e Pulisic?
"Nel post partita ci sono soluzioni quante ne vogliamo. Se poi a 20 minuti dalla fine avessi avuto bisogno di uno come Fullkrug, poi chi metto? Visto che comunque avevamo ottenuto buoni risultati con altre coppie".
Leao dove lo vede nel 3-5-2?
"Leao è un giocatore che può fare tranquillamente il centrocampo e basta vedere i movimenti che ha fatto domenica: fa dei buoni attacchi alla profondità, ma deve essere più presente in area. Quando si apre si sente a suo agio, ma allo stesso tempo lì, se la palla non gli arriva, va fuori ogni tanto dalla partita. Ha le qualità per fare sia la prima che la seconda punta".
Cosa ne pensa di togliere Open Var?
"Meno cose si fa è meglio è. C'è l'arbitro, sono anche bravi, lasciamoli arbitrare. La linea è sottile tra l'intervento var e l'arbitro. Quando riusciranno a trovare l'intesa di entrare il var nel momento decisivo, l'arbitro sarà più tranquillo. Gli arbitri sono bravi, credo che stiamo facendo meglio nelle ultime partite. Guida con noi è stato molto bravo, perché ha lasciato andare: i mezzi falli non li fischiano più, perché il calcio è un gioco maschio ed è giusto che sia così".
Ha pranzato con Furlani e con Tare sul mercato?
"Con Igli ci vediamo tutti i giorni, pranziamo sempre assieme. Parliamo di tante cose, anche di dove l'anno prossimo potremo mettere mano alla squadra. Furlani è venuto a trovarci dopo il derby. Quando parliamo di futuro, lo faremo tutti assieme".
Sul video all'intervallo della finale di Champions tra Real e Dortmund: Ancelotti si è fidato dei suoi senatori. Nel contesto Milan, la squadra, per poter ambire al massimo, ha bisogno di calciatori così carismatici?
"Quello era un Real dove poi hanno smesso Modric e Kroos. L'unico che è rimasto è Carvajal. Non dobbiamo pensare a quello che è stato 10 anni fa. Ora è una generazione completamente diversa. In Italia soprattutto non abbiamo la forza economica per competere con gli altri club d'Europa. Basta vedere i fatturati. Alla fine della fiera quelli che vanno in Semifinale sono le squadre più forti dal punto di vista economico. Quando il margine d'errore è più basso devi essere bravo e fortunato a costruire la squadra. Se fatturi 1 miliardo puoi spendere altri soldi anche se sbagli per 200 milioni. La società Milan sta lavorando per poter essere competitivi e sostenibili. Ora il club è un'azienda: ecco perché è importante sia l'aspetto sportivo che quello commerciale. Deve essere una filiera dalla prima squadra all'attività di base: così costruisci una base solida dove il club si può appoggiare, altrimenti salti di palo in frasca. Se non crei queste basi sei sempre in mezzo al mare".
Manca qualcuno che innesti le punte?
"Non è questione di colpe, ma di migliorare l'intesa dei giocatori. Pulisic e Leao hanno giocato poco assieme, ma anche loro due con gli altri attaccanti. Domenica è successo che Pulisic non l'ha visto".
Siamo messi così male nel calcio italiano?
"La prima cosa che bisogna fare è non denigrare il calcio italiano. Noi abbiamo delle caratteristiche che sono quelle, ma che fanno parte della storia del popolo italiano, dal Medioevo, quando difendevamo i fortini. Oggi tutti parlano. La velocità del passaggio è diversa, ma quella dipende dai giocatori. In Europa le partite sono più veloci perché o vinci o perdi. La Premier League è diversa da noi, non migliore. In Italia ci sono molti meno spazi, quindi vediamo il positivo: è più difficile fare gol. Noi non dobbiamo andare a copiare e a sciommiottare altri Paesi che hanno una cultura e una caratteristica diverse. Bisogna sistemare i settori giovanili, trovare formule diverse, ma non tanto per dire: bisogna fare e prendere delle decisioni. Ora chiudo se no divento polemico. Ci dobbiamo preoccupare perché tanti bambini che giocano a calcio smettono presto e vanno a fare altri sport. Binaghi nel tennis ha fatto un lavoro straordinario. Bisogna stare attenti. Bisogna fare riforme, magari andando a vedere come li sviluppano gli altri paesi".
Termina qui la conferenza.
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