Torino, Petrachi: "Mi piacerebbe creare un gruppo di italiani. L'importante è non sbagliare l'uomo"
Nella lunga intervista a Sky Sport Insider, a Gianluca Petrachi è stato fatto notare come spesso abbia deciso di acquistare giocatori che militavano in Sudamerica. Il responsabile dell'area tecnica del Torino ha ribattuto: "In realtà io ho cercato di creare innanzitutto un blocco italiano, con i Darmian, Vives, Moretti, Bovo, Gazzi, Sirigu: avevamo sempre 6-7 undicesimi di titolari che erano italiani. Abbiamo avuto Belotti, abbiamo avuto Immobile, attaccanti che sono diventati della Nazionale".
Petrachi non ha comunque negato la sua predilezione per il Sudamerica: "Ogni tanto, è vero, ho pescato pure lì e da altre parti: è un mercato aperto, ampio, ma l'idea di creare un gruppo di italiani è una cosa che mi piacerebbe fare. A gennaio per esempio ho preso Prati, un ragazzo con prospettive. A me piacerebbe ricreare quel gruppo di ragazzi che possa poi dare struttura e solidità per il futuro. Per poi, da lì, aggiungere qualche straniero".
Infine ha parlato delle operazioni che lo hanno reso più orgoglioso: "Ce ne sono tante. Per esempio aver preso Bremer quando nessuno ci credeva. Però mi piace ricordare i 300 mila euro spesi per Vives: è stato un giocatore che ha dato tanto al Torino. Mi piace ricordare dei calciatori che sono stati funzionali e hanno incarnato lo spirito del Toro, perché la squadra viene costruita con le persone che hanno dei valori. L'importante è non sbagliare l'uomo: è da lì che si creano dei presupposti. Ma, onestamente, spero di non doverne ricordare altri. Spero di costruirne altri. Qui".
Altre notizie
Ultime dai canali
Primo piano






