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Gustavo Giagnoni, "l'allenatore con il colbacco"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 07:00Accadde Oggi...
di Redazione TMW

Gustavo Giagnoni, "l'allenatore con il colbacco"

Gustavo Giagnoni (Olbia, 23 marzo 1932 – Folgaria, 7 agosto 2018) è stato un iconico calciatore e allenatore di calcio italiano, indissolubilmente legato alla storia del Torino e ricordato da tutti come "l'allenatore con il colbacco".
Il 7 agosto 2018 il calcio italiano salutava Gustavo Giagnoni, uno degli allenatori più iconici della sua epoca. Per tutti resterà "l'allenatore con il colbacco", simbolo del Torino dei primi anni Settanta. Uomo di profonda umanità e dal temperamento sanguigno, seppe incarnare lo spirito del "tremendismo granata", diventando uno degli allenatori più amati nella storia del club. Carriera da Calciatore Nel ruolo di difensore, Giagnoni mosse i primi passi nell'Olbia prima di legare gran parte della sua carriera al Mantova. Con il club virgiliano fu protagonista di una straordinaria scalata dalla Serie D fino alla Serie A, imponendosi anche come capitano e diventando uno dei simboli della squadra. Nella massima serie si distinse per leadership, personalità e spirito di sacrificio. Carriera da Allenatore e il Mito del Colbacco Conclusa la carriera da calciatore, iniziò ad allenare proprio il Mantova, conquistando la promozione in Serie A nel 1971. Quel risultato gli spalancò le porte del Torino, dove rimase dal 1971 al 1974, vivendo gli anni che che lo resero uno degli allenatori simbolo del calcio italiano. Lo scudetto sfiorato Nella stagione 1971-72 guidò il Torino fino al secondo posto, chiudendo il campionato a un solo punto dalla Juventus. Quel gruppo pose inoltre le basi della squadra che avrebbe conquistato lo storico scudetto del 1975-76. Il look iconico Durante gli inverni torinesi prese l'abitudine di seguire le partite indossando un vistoso colbacco di pelliccia. Nato inizialmente per ripararsi dal freddo, divenne presto anche un gesto scaramantico dopo una serie di risultati positivi e finì per trasformarsi nel suo inconfondibile marchio di fabbrica. Il pugno a Causio Tra gli episodi più celebri della sua carriera resta il derby del dicembre 1973. Al termine della sfida contro la Juventus, dopo un acceso battibecco con Franco Causio, Giagnoni reagì con un pugno. Un gesto che contribuì ad alimentare il suo mito agli occhi della tifoseria granata. La crescita di Pulici Giagnoni ebbe un ruolo fondamentale nella maturazione di Paolo Pulici. Celebre il metodo con cui aiutò l'attaccante a ritrovare fiducia: al termine degli allenamenti .lo faceva esercitare ripetutamente davanti alla porta del Filadelfia, contribuendo alla crescita di quello che sarebbe diventato il bomber simbolo del Toro. Le altre panchine Nel corso di una carriera durata fino ai primi anni Novanta allenò numerose squadre tra Serie A e Serie B: Mantova, Milan, Bologna, Roma (dal 1977 al 1979), Pescara, Udinese, Perugia, Cagliari, Palermo e Cremonese. Sulla panchina del Milan raggiunse la finale di Coppa Italia, mentre a Cagliari, nella stagione 1982-83, contribuì alla crescita di un giovane Walter Mazzarri, che negli anni successivi lo avrebbe sempre ricordato con grande riconoscenza. Le frasi celebri di Gustavo Giagnoni raccontano perfettamente la filosofia di un uomo schietto, passionale e visceralmente legato al calcio di un tempo. Il suo carattere emergeva anche nelle parole. Dall'amore per il Toro alla rivalità con la Juventus, fino al celebre colbacco, Giagnoni ha lasciato frasi entrate nella memoria dei tifosi. Le sue dichiarazioni più iconiche e significative: Sulla Juventus e l'orgoglio del Torino "Sembrava che a Torino dovessero starci soltanto loro... E invece a me piaceva dire: 'Ci siamo anche noi del Toro, perché anche noi siamo forti'". "Sembrava che a Torino dovessero respirare solo loro. La Juve ci toglieva anche l'aria". "Io respiravo bene, pulito, soltanto quando ero al Fila". Sul colbacco "Eravamo partiti bene, poi arrivò una flessione. Nel frattempo venne l'inverno e misi il colbacco. Subito iniziarono le vittorie. Lo tenni per ripararmi dal freddo e anche un po' per scaramanzia". Sul calcio "Il compito dei nostri difensori era solo quello di annullare l'avversario. Questo nel calcio moderno non è più possibile". Ogni 7 agosto il calcio italiano ricorda Gustavo Giagnoni. Non soltanto l'uomo del colbacco o il protagonista del celebre derby con Causio, ma un allenatore che ha saputo lasciare un segno profondo in ogni piazza e che, con il suo Toro, ha restituito orgoglio a un popolo intero. Per questo il suo nome continua a occupare un posto speciale nella memoria granata.