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Udinese, adesso tocca a te. L’Europa è un sogno, la Serie A un patrimonio da difendere
Oggi alle 10:17Editoriale
di Stefano Pontoni
per Tuttoudinese.it

Udinese, adesso tocca a te. L’Europa è un sogno, la Serie A un patrimonio da difendere

Riparte il campionato. Le ambizioni e i sogni della nuova Udinese di mister Runjaic, che farà ancora affidamento su Solet, Zaniolo e Davis.

Si ricomincia. Dopo settimane trascorse tra mercato, amichevoli, nuovi acquisti, possibili partenze, presentazioni e dichiarazioni d’intenti, da oggi tornerà finalmente a parlare il campo. L’Udinese comincia contro il Como il suo campionato e la domanda, inevitabilmente, è una sola: che stagione sarà quella dei bianconeri?

L’ambizione è stata dichiarata senza troppi giri di parole. Al Parco Moretti Kosta Runjaic ha pronunciato quella parola che dalle parti di Udine conserva sempre un fascino particolare: Europa. Gianpaolo Pozzo ha ammesso di condividere il sogno dei tifosi. La volontà è quindi quella di provare a migliorare ancora, dando seguito al percorso costruito nelle ultime stagioni. Facile dirlo, molto più difficile farlo.

La base, comunque, esiste

L’Udinese è riuscita a conservare buona parte dell’ossatura della passata stagione. Davis è ancora al centro dell’attacco, Zaniolo è rimasto dopo un’estate decisamente movimentata e, almeno per il momento, Solet continua a guidare la difesa. Non è però rimasta esattamente la stessa Udinese. Atta se n’è andato dopo essere diventato uno dei talenti più interessanti della squadra e anche Kristensen ha salutato. Due perdite importanti che dovranno essere assorbite.

Dal mercato sono arrivate alternative tutte da valutare. Vojvoda rappresenta probabilmente la certezza maggiore: conosce perfettamente la Serie A, ha esperienza e può diventare immediatamente un elemento fondamentale per Runjaic. Unai Gómez e Chakvetadze portano invece talento e curiosità, ma dovranno dimostrare sul campo quanto potranno incidere nel calcio italiano. E poi c’è Palma. Il giovane è rientrato dall’esperienza alla Sampdoria e questa volta l’Udinese sembra intenzionata a costruire davvero qualcosa attorno a lui. Gianluca Nani lo ha definito uno dei migliori prospetti europei nel suo ruolo. Dichiarazioni importanti che ora dovranno trasformarsi in fiducia concreta, minuti e possibilità di sbagliare. Perché puntare sui giovani significa anche avere la pazienza di aspettarli.

Il grande punto interrogativo si chiama Solet

Attenzione, però, perché quella che affronta oggi il Como potrebbe non essere l’Udinese che ritroveremo dopo il primo settembre. Il mercato resta aperto e da queste parti sappiamo perfettamente quanto possano cambiare le cose nelle ultime giornate. Negli anni i Pozzo ci hanno abituato a operazioni importanti praticamente sulla sirena. Speriamo, questa volta, che il botto non arrivi in uscita  Il pensiero va inevitabilmente a Oumar Solet. C’è un’Udinese con Solet e ce n’è un’altra senza Solet. Non è una provocazione, ma la fotografia dell’importanza raggiunta dal francese. Lo ha spiegato perfettamente Nani: per sostituirlo servirebbero tre giocatori, "un difensore, un centrocampista e un attaccante". Perché Solet difende, costruisce e rompe gli equilibri avanzando con il pallone. È diventato qualcosa di più di un semplice centrale. Perdere un elemento del genere negli ultimi giorni di mercato cambierebbe inevitabilmente il giudizio sulla rosa. Trattenerlo, al contrario, sarebbe forse il miglior “acquisto” possibile per alimentare realmente certe ambizioni.

Il terzo anno di Runjaic deve essere quello della maturità

Poi c’è l’allenatore. Kosta Runjaic comincia la sua terza stagione sulla panchina dell’Udinese e soprattutto il suo terzo anno dentro il calcio italiano. Non è più tempo di ambientamento. Conosce la Serie A, conosce Udine e conosce gran parte dei suoi giocatori. Anche da lui è quindi lecito aspettarsi uno step. Non necessariamente una rivoluzione tattica, ma un’identità ancora più evidente. L’Udinese deve riuscire ad andare oltre quel compatto 3-5-1-1 che le ha garantito solidità, trovando soluzioni differenti quando le partite lo richiedono. Soprattutto servirà continuità. Negli ultimi anni troppe volte l’Udinese ha dimostrato di poter mettere in difficoltà avversarie superiori sulla carta per poi perdere punti nelle partite in cui avrebbe dovuto assumersi maggiormente la responsabilità di fare gioco. Se davvero si vuole guardare alla parte sinistra della classifica, e magari ancora un po’ più su, proprio qui dovrà avvenire il salto di qualità. Serve quel killer instinct che troppe volte è mancato contro le cosiddette piccole. Servirà imparare a vincere anche male, sfruttare i momenti favorevoli e trasformare i pareggi in vittorie. L’Europa passa soprattutto attraverso questi punti.

Buon campionato, Udinese

Poi possiamo parlare di mercato, tattica, Europa e ambizioni quanto vogliamo. Ma oggi è soprattutto il giorno in cui ricomincia la Serie A. E a Udine questo appuntamento è diventato quasi normale. Quasi. Perché normale non lo è affatto. Da oltre trent’anni il Friuli vede praticamente senza interruzioni la propria squadra confrontarsi con Juventus, Inter, Milan, Roma, Napoli e con il meglio del calcio italiano. Generazioni intere di tifosi sono cresciute considerando la Serie A una certezza. È proprio questo il rischio: abituarsi a qualcosa di straordinario. L’Udinese deve certamente provare ad alzare l’asticella. Deve guardare avanti, essere ambiziosa e, perché no, provare davvero a inseguire l’Europa. Ma senza dimenticare mai quanto sia prezioso quello che possiede già. Oggi contro il Como ricomincia tutto. Ripartono le domeniche, le trasferte, le discussioni, le speranze, le critiche e quella classifica che per nove mesi accompagnerà inevitabilmente la vita dei tifosi. Non sappiamo ancora dove arriverà questa Udinese. Sappiamo però da dove riparte: dalla Serie A, dal suo pubblico e da 130 anni di storia sulle spalle.

Buon campionato, Udinese. E buon campionato a tutto il Friuli.

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