Udinese, la pagella al mercato: Il vero colpo è Solet. I Pozzo vendono ancora benissimo, ma questa volta conservano i pilastri
Oumar Solet, Nicolò Zaniolo e Keinan Davis sono ancora a Udine. Non era affatto scontato e, soprattutto nel caso del francese, vale probabilmente più di qualsiasi acquisto effettuato durante l’estate.
Nelle ultime ore il Crystal Palace ha provato concretamente a portare Solet in Premier League. L’Udinese ha resistito e Kosta Runjaic può sorridere: aveva definito il francese la sua “polizza assicurativa” e aveva chiesto pubblicamente alla società di non privarsene. Accontentato. Solet è ormai molto più di un difensore centrale: costruisce, rompe le linee portando palla, dà personalità al reparto e permette ai giovani che gli giocano accanto di crescere con maggiore tranquillità.
La sua permanenza è quindi il vero grande colpo dell’estate. Esattamente come quella di Zaniolo, nonostante una sessione iniziata con qualche tensione, e di Davis. L’Udinese conserva così tre giocatori che, quando stanno bene, possono spostare il livello della squadra.
Naturalmente qualcosa è stato sacrificato. Atta e Kristensen sono le due partenze più significative. Ancora una volta la famiglia Pozzo ha dimostrato di sapere trasformare intuizioni e investimenti in plusvalenze importanti. È il modello Udinese da quarant’anni: comprare prima degli altri, valorizzare, vendere al momento giusto e ricominciare. Può piacere o meno, ma economicamente continua a funzionare.
La differenza rispetto ad altre estati è che questa volta non è stata smontata l’intera ossatura.
In porta è rimasto Okoye, certezza tra i pali, con Padelli a garantire esperienza e Mrozek inserito nel reparto. Dietro la partenza di Kristensen viene compensata soprattutto dalla crescita di due ragazzi che possono diventare le sorprese della stagione: Palma e Abankwah. Il primo aveva già mostrato contro Padova e Como una maturità sorprendente prima dell’infortunio; il secondo ha iniziato il campionato dimostrando personalità, fisicità e coraggio. Con Solet al centro del progetto, il reparto sembra avere persino qualcosa in più rispetto allo scorso anno.
Anche sulle fasce il salto è evidente. Vojvoda ha già fatto capire quanto possa aggiungere tecnicamente rispetto alle soluzioni precedenti, mentre si attende il recupero di Zanoli.
A centrocampo la perdita vera è Atta. Piotrowski aggiunge struttura, Karlström rimane il riferimento e ci sono diverse alternative. Forse sarebbe servito un elemento con maggiore qualità pura nella gestione del pallone, capace di cambiare ritmo attraverso la giocata, ma complessivamente Runjaic ha materiale sufficiente per lavorare.
È davanti, semmai, che resta il principale punto interrogativo.
Il cambio di sistema ha modificato inevitabilmente anche il mercato. Dietro alla punta ci sono Ekkelenkamp e Zaniolo, ai quali sono stati aggiunti Unai Gómez, Chakvetadze e Jovanovic, investimento da Udinese vecchio stile: classe 2006, talento da sviluppare, costo già significativo e possibilità di moltiplicarne il valore. Non va caricato di aspettative immediate, ma il profilo è estremamente interessante.
Il problema è ciò che accade qualche metro più avanti. Davis non ha un vero sostituto. Gueye deve ancora crescere, mentre Bayo finora non ha convinto. Considerando la storia fisica dell’inglese e quanto l’Udinese cambi quando lui non è disponibile, lasciare scoperta quella casella rappresenta il limite principale della sessione. Un vice-Davis affidabile avrebbe probabilmente completato la rosa.
Il saldo, comunque, rimane positivo.
Runjaic entra nella sua terza stagione con una squadra che conosce, un’identità ormai riconoscibile e soprattutto senza dover ricostruire tutto da capo. In una Serie A nella quale molte concorrenti hanno cambiato parecchio, la continuità può diventare un vantaggio importante. Ed è proprio qui che cambia il discorso. Dopo due stagioni di crescita non può più bastare semplicemente guardarsi alle spalle. Nessuno pretende di dichiarare l’Europa come obbligo, ma questa Udinese ha il dovere di provare ad avvicinarsi a quella zona, di restare dentro il gruppo che conta il più a lungo possibile.
La società ha venduto ancora, e molto bene. Ma ha anche saputo fermarsi. Atta e Kristensen hanno finanziato l’ennesima estate di plusvalenze, mentre Solet, Zaniolo e Davis sono rimasti. Per una volta, insomma, il mercato dell’Udinese non si giudica soltanto dalle partenze milionarie. Il miglior affare è stato non vendere ancora. Adesso spetta a Runjaic dimostrare quanto può valere davvero questa squadra.


