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Udinese, a Parma la paura fa 90 e salva Runjaic. È un punticino...

autore
Stefano Pontoni
per Tuttoudinese.it
Oggi alle 08:47Editoriale
autore Stefano Pontoni
29.10.2026 08:47Editoriale
Alla fine, come avevo scritto alla vigilia, al Tardini la paura ha fatto davvero 90. Parma e Udinese non si fanno male. È un punticino.

Novanta minuti e uno 0-0 che permette a Parma e Udinese di muovere una classifica desolante, senza però risolvere i problemi di due squadre in profonda crisi di risultati e, soprattutto, di gioco. Ne è uscito un pareggino che accontenta più le necessità del momento che le ambizioni della stagione. Perché quando si arriva a una partita con il timore di perdere più forte della voglia di vincere, spesso il risultato è proprio questo.

Qualcosa in più l’ha fatto l’Udinese, questo va riconosciuto. I bianconeri hanno costruito le occasioni migliori, cercato con maggiore insistenza la porta avversaria e mostrato un atteggiamento diverso rispetto alla disarmante prestazione contro il Lecce. È mancata, però, la zampata decisiva. Dall’altra parte il Parma ha prodotto decisamente meno, ma porta sul groppone il calcio di rigore fallito da Bernabé. Un episodio che avrebbe potuto trasformare una serata complicata nell’ennesimo incubo friulano.

Guardando la partita, mi è tornato alla mente una terribile serata del dicembre 2018. Sassuolo-Udinese, a Reggio Emilia, finì con uno 0-0 di quelli che si fatica a dimenticare, pur desiderando farlo. Mezzo tiro in porta per parte: una conclusione di Mandragora per i bianconeri, qualche iniziativa di Matri per i neroverdi e poco altro. In panchina c’era Davide Nicola, arrivato da poco e bisognoso soprattutto di punti. Strappò un pareggio che, per sensazioni e significato, somiglia parecchio a quello conquistato ieri da Runjaic. Sappiamo tutti, poi, quanto complicata sarebbe diventata quella stagione.

Naturalmente, non bisogna neppure ignorare i segnali positivi. Dopo sei sconfitte consecutive, evitare la settima era la prima necessità. L’Udinese ha ritrovato un minimo di compattezza e, finalmente, ha chiuso una partita senza subire gol. Ma attenzione a non confondere un piccolo passo avanti con una svolta. Di fronte c’era un Parma altrettanto malato, reduce da tre sconfitte nelle prime tre partite della gestione Gilardino, subentrato a Cuesta. Non esattamente un avversario capace di rappresentare un banco di prova definitivo per misurare la guarigione dei friulani.

La difesa, almeno, ha dato qualche risposta. E lo ha fatto anche senza Solet. Palma continua a sorprendere per personalità e maturità, concedendo praticamente nulla agli attaccanti emiliani. Kabasele ha ritrovato solidità e il reparto, nel complesso, è sembrato più attento. Una buona notizia, considerando le voragini viste nelle ultime settimane.

Poi c’è Okoye, protagonista di una serata dai due volti. Prima l’errore da film horror che contribuisce a provocare il rigore, poi il riscatto immediato, con la parata su Bernabé che evita la sconfitta. Dalla paura all’esultanza nel giro di pochi secondi. Il calcio, a volte, sa essere particolarmente generoso con chi ha appena sbagliato.

Davanti, invece, i problemi restano evidenti. Zaniolo ha nella testa le giocate che possono cambiare una partita, ma al momento non sempre ha nelle gambe la brillantezza necessaria per realizzarle. Si vede che la qualità è superiore, così come si vede che la condizione non è ancora quella ideale. Discorso simile per Davis, al quale manca quella progressione devastante che nella passata stagione gli permetteva di spaccare le difese. Oggi fatica maggiormente a liberarsi, deve allontanarsi dall’area per ricevere palloni giocabili e perde inevitabilmente pericolosità.

Su Chakvetadze, invece, continuo ad avere parecchi interrogativi. Il piede c’è, qualche giocata interessante pure, ma il ritmo sembra spesso quello di una partitella del sabato pomeriggio. Una bella skillata, un dribbling elegante, poi magari un errore banale che vanifica tutto. Il problema non è tanto quello che sa fare con il pallone, quanto la sua capacità di incidere realmente nell’economia della partita. E finora, da questo punto di vista, il contributo è stato troppo discontinuo.

A centrocampo manca soprattutto un giocatore capace di dettare i tempi e dare velocità alla manovra. Karlström svolge il proprio lavoro da mediano con impegno e disciplina, ma quando la costruzione passa sistematicamente dai suoi piedi, il gioco diventa prevedibile e lento. L’Udinese ha bisogno di qualcuno che sappia cambiare ritmo, verticalizzare e accendere l’azione. Non può pensare di affidarsi soltanto alle iniziative individuali degli uomini offensivi.

E allora, che cosa ci lascia questo 0-0? Un punto, certamente. Un po’ di ossigeno per una classifica che stava diventando soffocante. E la panchina di Runjaic ancora al suo posto, almeno per il momento. Ma parlare già di strada giusta per uscire dalla crisi sarebbe decisamente prematuro. Anche perché sabato a Udine arriva una Roma che viaggia nelle zone alte della classifica. Servirà molto più di quanto visto al Tardini per evitare un’altra sconfitta. E soprattutto servirà una squadra capace di giocare con coraggio, non soltanto con la preoccupazione di non perdere.

Un avvio di stagione così negativo non si vedeva da anni. E fa ancora più rumore perché arriva proprio nell’annata in cui, almeno a parole, si era raccontata la volontà di alzare l’asticella. Si parlava di crescita, di ambizioni, della possibilità di guardare finalmente all’Europa. Zaniolo continua a sostenere che ci siano i margini per una grande stagione, e fa bene un calciatore a crederci. Ma se l’Udinese è quella vista finora, il progetto europeo sembra già naufragato prima ancora di prendere il largo. Meglio, molto più realisticamente, cominciare a pensare ai quaranta punti. Raggiungerli il prima possibile, mettere al sicuro la categoria e poi, eventualmente, tornare a parlare di qualcosa di più. Perché il pareggio di Parma ha interrotto la serie di sconfitte, non la crisi. E soprattutto non ha cancellato una domanda che continua ad accompagnare questa Udinese: dove sarebbe finita quella squadra che avrebbe dovuto fare un salto di qualità? Runjaic, intanto, resta al suo posto. Almeno fino alla prossima partita. E già questo, di questi tempi, sembra quasi un risultato.

per Tuttoudinese.it

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