Venezia, prove di coppia: il duo Pohjanpalo-Gytkjaer funziona?
Quando dalle parti della laguna veneziana, in un torrido pomeriggio di luglio non diverso da qualsiasi altro, il Venezia ufficializzava il colpo a parametro zero Christian Gytkjaer, poco dopo aver elaborato la notizia la tifoseria arancioneroverde si è autonomamente richiamata alla riflessione. Tra i supporter veneziani si sono subito create un turbinio di emozioni. Sensazioni sintetizzabili in due sostanziali schieramenti in conflitto tra loro ma spesso riscontrabili nella stessa persona. Da una parte, lo schieramento di natura più sognatrice ed entusiasta incrociava i calici di spritz tra i bacari delle calli di Venezia per la formazione di una nuova super coppia vichinga, tra le più forti della Serie B. Per questa fazione, il colpo danese non era altro che la conferma delle grandi ambizioni societarie. L'altra, cauta e circospetta, disillusa dai tanti anni difficili insiti nella storia arancioneroverde e non abituata spesso a cotanta abbondanza dalle parti della barena veneziana, già si preparava psicologicamente a essere abbandonata da Joel Pohjanpalo.
Due posizioni in realtà assolutamente ragionevoli a cui solo il tempo poteva dar risposta. Per una volta, nella logica dell'amore trasversale del tifo arancioneroverde per l'attaccante finlandese, il detto: "A pensar male spesso si azzecca" è stato smentito dai fatti. Non senza un travagliato periodo di agonia e ansia tra chi contava i minuti mancanti all'arrivo di settembre, il momento del gong della fine del calciomercato. A confermare la convivenza delle due idee ci hanno pensato gli stessi ds Antonelli e mister Vanoli che, anche prima della fine della sessione estiva dei trasferimenti, hanno spiegato come l'attaccante ex Monza non fosse necessariamente l'alter ego di Pohjan, ma anche come l'arrivo del danese fosse pure la soluzione "tampone" in caso di offerte irrinunciabili per quest'ultimo.
E proprio da qui, a sirene di calciomercato spente (almeno fino a gennaio se non a giugno), la domanda diventa di carattere più pratico: la coppia Pohjanpalo-Gytkjaer può funzionare?
A rispondere al quesito ci ha pensato in varie circostanze lo stesso allenatore del Venezia: si, ma ci penseremo... non prima che Christian sia tornato in condizione! La stessa crescente, ma non ancora ottimale, mostrata in questo avvio di stagione arancioneroverde. Pronti via, il Venezia camaleontico di inizio annata è partito non toccando più di tanto l'assetto d'attacco sul rettangolo di gioco, con l'unica differenza di un ispirato Nicholas Pierini (3 gol nelle prime 2 giornate), per un Mikael Ellertsson più arretrato e con maggiori compiti difensivi (ma anche più spento).
Raffreddati troppo presto i bollori estivi di Pierini, a secco di gol dopo le prime forse illusorie due giornate di Serie B, e con Dennis Johnsen consueta croce e delizia da quattro anni a questa parte del Venezia, ecco che, contro Palermo e Parma (intervallate da un ultimo tentativo con il Modena di Pohjanpalo-Johnsen conclusosi dopo appena 45' minuti da uno sconfortato Vanoli), è finalmente scoccata l'ora della coppia Nord europea. Per il tecnico arancioneroverde il calo degli altalenanti esterni del Venezia e la crescita del danese lo ha probabilmente spinto a pensare che per la squadra fosse il momento di dimostrare la capacità di supportare le due punte. E ad attuare tale intuizione.
Nelle prime due apparizioni e mezzo del tandem Pohjanpalo-Gytkjaer pare possibile confermare quelle sensazioni che già erano sorte a inizio estate: i due giocatori non sono certamente l'uno la copia dell'altro. I nuovi Gemelli Diversi (in onore della band italiana in voga negli anni 2000) non sono perfettamente complementari, ma la loro convivenza pare possa essere utile sia all'uno che all'altro. In particolare, a beneficiarne maggiormente è parso fin da subito proprio il finlandese, asfissiato nelle prime uscite dalle marcature avversarie.
Il danese invece, non ancora al top della condizione, non starebbe in realtà proponendo nulla di nuovo rispetto a quanto dimostrato ai tempi del Monza. Gytkjaer non è il cosiddetto killer dell'area di rigore: con le dovute proporzioni, il suo gioco e lavoro in campo può essere paragonato maggiormente a quello di Mario Mandzukic, attaccante che molti ricorderanno ai tempi della grande Juventus allegriana, così come, tra le altre, al Bayern Monaco e all'Atletico Madrid. Un giocatore molto lontano dall'essere un bomber implacabile, ma elemento forte fisicamente, generoso e abile nel lavorare in attacco per creare maggiori spazi e occasioni ai compagni. Quelli di cui, ad esempio, Lella, Ellertsson e soprattutto Pohjanpalo, in diverso modo, hanno sfruttato con il Parma, così come con il Modena, ma che si è visto meno all'esordio della nuova coppia contro il Palermo, anche alla luce dell'immediato svantaggio.
Proprio contro i rosanero l'intesa tra i due attaccanti scandinavi è cresciuta dopo la conquista del pareggio per 1-1 (firmato da Pohjanpalo), quando il Palermo ha allentato le due linee di difesa e centrocampo, cercando nuovamente un gioco più votato all'attacco. Con il Parma invece la coppia si è sublimata, sebbene dopo circa trenta minuti di sportellate e duelli, la lucidità negli appoggi e nei passaggi di Gytkjaer è calata vistosamente. Nulla di troppo strano per un giocatore che, come in occasione del gol pesantissimo contro il Modena, ha dimostrato già tutto il suo valore quando è stato il momento di determinare.
Come detto, non solo Pohjan è parso beneficiare della presenza del norvegese (autore di due assist con il Parma, uno con Gytkjaer in campo): anche Ellertsson, parso tornare contro i ducali ai livelli della brillante scorsa stagione, ma anche Gianluca Busio, finalmente protagonista contro il Parma, sembrano rinvigoriti dal duo offensivo, catalizzatore delle attenzioni avversarie. Infine, considerando i margini di miglioramento a livello di condizione e intesa, tutto fa ben pensare che il duo vichingo possa diventare davvero la nuova coppia del gol arancioneroverde.


