Venezia-Inter 0-2, UP&DOWN degli arancioneroverdi
Flavio Zane
Nella nona giornata di Serie A, il Venezia spaventa a lungo l'Inter, sfiorando in più occasioni il gol, almeno quattro, del vantaggio (e trovando due volte, con Lauberbach e Adams, entrambi in leggerissimo fuorigioco), soccombendo solo al 80' minuto con l'autorete di Moreno e capitolando due minuti più tardi con un altro autogol, questa volta di Halhal. Sarebbe però limitativo parlare di resistenza o anche di partita con tante occasioni effettivamente create, perché la prova dei Leoni Alati contro i Campioni d'Italia è ancora una volta di solidità, con i nerazzurri veramente pericolosi solo in un occasione al 75' minuto con il colpo di testa di Thuram. Dall'altra parte, è necessario trovare quel cinismo che continua a mancare e che i giocatori si trascinano dietro da ben prima dell'arrivo di mister Nicola alla guida tecnica ma che, tra Adams, Lauberbach e Busio, anche stavolta non si è visto. Perché questo è probabilmente l'unico aspetto e l'ultimo scoglio che separa gli arancioneroverdi dal risultato, dimostrando comunque di essere adeguati alla massima categoria e di avere le potenzialità per restarci.
UP
2) HELGASON
Mossa a sorpresa di mister Nicola insieme a Lauberbach, esattamente come il tedesco, il centrocampista islandese è autore di una partita sopra le righe. Non solo una pulizia nei passaggi e una buona freddezza che già, negli scampoli concessi nelle precedenti partite di stagione, si era intravista, ma anche qualcosa oltre la semplice scolasticità delle giocate, come ad esempio i servizi che permettono in ben due occasioni agli attaccanti di battere a rete. Sebbene ancora un pò a intermittenza, la prova di Helgason è certamente una bella e piacevole sorpresa, di quelle che danno la sensazione che il tecnico possa contare su una carta all'altezza della situazione e che possa dare una concreta mano alla causa.
1) KIKE PEREZ
In una sorta di paradosso, quello che appariva il giocatore più stroppiano del centrocampo se non dell'intera rosa del Venezia è quello che ad oggi, in questi primi assaggi di calcio di scuola Nicola, sta ben figurando tra tutti. Forse, proprio per questo, proprio per quel cambiamento che, poca freddezza sotto porta a parte, è così tangibile nel cambio di stile di gioca e che, più di tutto, si sta notando nella maggiore solidità difensiva, che Kike Perez si sta esaltando. Nella partita contro l'Inter, il centrocampista spagnolo ha esaltato ulteriormente già quanto mostrato con Napoli e Genoa, ovvero un abnegazione nel recupero palla e nella protezione della difesa abbinata alla sua qualità tecnica e capacità di prendersi la squadra sulle spalle, conducendola nell'area avversaria. Se solo vedesse un pochettino in più la porta... perché per il resto non si può chiedere nulla a un giocatore del genere che si spreme per un ora di gioco senza perdere mai di lucidità o brillantezza. Tanto da rappresentare ancora oggi più che mai un punto fermo per i compagni così per l'allenatore.
DOWN
NESSUNO
Si potrebbe parlare dei gol sbagliati, analizzandone uno per uno, ma sarebbe complicato come lo è stato per il Var accorgersi dei fuorigioco millimetrici di Lauberbach e Adams che, invece, i gol gli avevano trovati. Certo, questa squadra continua a non trovare tra le proprie fila chi possa segnare con una certa continuità ed è difficile capire se il fatto che, dopo Bijlow, siano maggiori i meriti di Provedel o, viceversa, i demeriti di chi, in un modo o dell'altro, proprio non riesce a buttarla dentro. Come spesso accade, la verità sta nel mezzo e sulle conclusioni a botta sicura di Adams e Lauberbach nel primo tempo è difficile prendersela con qualcuno. Discorso un pò diverso per Busio che, al rientro dall'infortunio, il gol sembra proprio averlo fallito, ma la voglia di condannarlo rimane poca vista la grande garra che, nella sua mezz'ora in campo, ha messo subito a disposizione. Quindi, che altro? Ah sì, in effetti due gol ci sono stati da parte dei giocatori del Venezia, ma nella porta sbagliata... un vero peccato.
Un vero peccato perché, le prove di Moreno ed Halhal, autori dei due harakiri arancioneroverdi, era state sino a quel momento difensivamente più che all'altezza, per non dire quasi perfette. Infine, capitolo Sohm, il giocatore perde quella palla pericolosa che trasforma la transizione dei padroni di casa a ripartenza che gli ospiti che, in quell'occasione trovano il fortunato 1-0. Eppure anche lui, seppur non in maniera brillante come i suoi dirimpettai di reparto, aveva interpretato al meglio il suo ruolo, mettendo in un cassetto in soffitta la sua prova opaca contro il Genoa. Ecco perché, nonostante il risultato negativo, nessun giocatore merita una bocciatura ne qualcosa di simile ma che, anzi, la loro prova contro l'Inter sia di buon auspicio per conquistare quei punti che servono e che, partita dopo partita, la squadra da la sensazione di meritare.


