Sartori: "Scouting fondamentale per i successi della Reyer, quando i giocatori scoprono la vastità del nostro progetto destiamo molto interesse"
Davide Marchiol
La Nuova Venezia ha raggiunto Mauro Sartori, team manager della Reyer Venezia, ovvero l'uomo che si occupa anche di scovare i talenti che poi dovranno portare in alto i colori orogranata, sono suoi l'occhio e il parere che spesso stanno dietro alla scelta di un giocatore, com decine di partite visionate: "L’importanza è infatti notevole per uno scouting fatto bene, ti permette di avere un occhio su tutto quello che offre il mercato e non solo. Studi i giocatori anche per un giorno intero, gli stessi che magari un agente poi ti potrebbe offrire. Normalmente gli agenti ti mandano liste di nomi a fine campionato o nel corso della stagione, e di quegli atleti magari non sai nulla. Il vantaggio dello scouting è quello di vedere molti di quei giocatori nelle varie sedi in cui si mettono in mostra durante l’anno, anticipando un lavoro di ricerca e acquisizione dati tecnici e umani che può farti poi risparmiare tanto tempo al momento della scelta".
Tanti i fattori che entrano in gioco: "Se un giocatore ti interessa cominci a indagare tra chi lo ha allenato, chi ci ha giocato contro e cosa pensano altri addetti ai lavori o chi lo ha già visto alla Summer League, fai tutto sempre per essere pronto in caso di emergenza. Gli agenti fanno il loro lavoro, sanno che un tuo giocatore si è fatto male, ti mandano nuove proposte, ma non puoi fare le cose a caso. Se hai una testa matta in squadra, che riesci a gestire, e non è il nostro caso ora, non puoi prenderne un’altra, altrimenti faresti magari esplodere lo spogliatoio. Così facciamo l’identikit del giocatore che potrebbe servirci subito o in futuro, ma lavorando anche sulla componente umana dello stesso, non solo su quella tecnica".
Stone e Brown i talenti che hanno dato più soddisfazioni: "Su tutti Julyan Stone a Las Vegas, poi anche il buon Lorenzo Brown. Su Stone avevamo poco materiale a video, e quando poi lo abbiamo visto in campo al primo torneo di Jesolo, dove ha dimostrato di essere un giocatore totale, è stata una grandissima soddisfazione. Prendo questo incarico in modo molto passionale e con il cuore, cerco di vedere tutto quello che posso e annotare ogni dettaglio. A volte i roster alle Summer League non sono aggiornati e i nomi non corrispondono ai numeri. Allora devi risalire ai giocatori in un secondo momento. Guardi l’aspetto espressamente tecnico e comportamentale in campo, le reazioni con arbitri, allenatori e compagni. Poi lavori sulla parte umana a casa. Con lo scudetto e l'Eurocup in bacheca ora abbiamo più appeal. Non tutti sanno, sia agenti che giocatori più giovani, cosa sia e dove sia la Reyer. Ma quando scoprono il nostro vivaio di 4.500 ragazzi, le 20 società nel Progetto Reyer e le due prime squadre ai vertici, allora cambia parecchio".


