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...con Marino

...con MarinoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
sabato 20 luglio 2019 00:00A tu per tu
di Alessio Alaimo
“Palermo? Sapevo a cosa andavo incontro. Peccato, avrei voluto fare come a Catania. Lo Spezia e l’addio, divergenze con Angelozzi. Inter, scelgo Dzeko. Juve, Sarri per continuare il lavoro di Allegri”

“Il Palermo? Quando ho firmato sapevo a cosa andavo incontro perché avevo letto delle condizioni economiche della società. Avevo detto che il campionato da vincere era l’iscrizione... da siciliano avevo accettato il Palermo, non potevo non accettare una piazza così importante”. Così a TuttoMercatoWeb Pasquale Marino, allenatore del Palermo per circa venti giorni, prima della mancata iscrizione al campionato.

La proprietà le aveva dato garanzie?
“Assolutamente si. Erano tutti più che convinti di adempiere tutte le pratiche per arrivare all’iscrizione. Gli ultimi giorni ho capito però che era una corsa contro il tempo...”.

Eravate a lavoro anche sul mercato?
“Avevamo già contattato alcuni giocatori, poi strada facendo abbiamo capito che non fosse il caso bloccare calciatori fino al 24”.

Sapeva delle difficoltà, perché ha accettato?
“Nessuno mi ha forzato, io il Palermo l’ho accettato volentieri. Sapevo a quali rischi andavo incontro”.

Rimpianti?
“Avrei voluto ricambiare l’affetto della gente. In pochi giorni sono stato accolto bene da tutti, questo mi aveva dato maggior entusiasmo. Peccato non aver potuto vedere niente”.

Dopo la mancata iscrizione del Palermo poteva andare a Trapani?
“C’è stato qualcosa, qualche contatto. Ma niente di più”

Quella dei rosanero è una situazione surreale.
“Il Palermo è stata la prima società che mi ha contattato dopo che mi sono liberato dallo Spezia. Da siciliano dopo l’esperienza di Catania mi sarebbe piaciuto vivere un’avventura bella anche a Palermo. Peccato...”.

Perché è andato via dallo Spezia?
“C’è stata qualche divergenza... quando è così meglio dirsi addio prima. Avevamo vedute differenti con il responsabile dell’area tecnica”.

Okereke e Augello le plusvalenze dello Spezia. Sono cresciuti con lei.
“Mi hanno chiamato per ringraziarmi e per un allenatore è bello. Davvero, una grande gratificazione”

Dopo tanti anni non sarà più con lei il preparatore dei portieri...
“Il mio staff è rimasto tutto fermo con me, il preparatore dei portieri invece ha preferito rimanere allo Spezia. Dispiace, perché dopo quindici anni ha deciso di rimanere dove io sono andato via per divergenze. Ma non è un problema, guardo avanti. Lo staff è al completo, manca solo la squadra...”.

Mercato: ci si aspetta tanto dall’Inter...
“L’Inter sta cercando di costruire una squadra. Aveva già un grande allenatore, ora ne ha preso un altro. Ognuno ha le proprie idee, se Conte chiede il meglio che ci possa essere per il suo gioco. Ovviamente a noi allenatori farebbe piacere avere la squadra completa”

Dzeko o Lukaku, chi sceglie?
“Conosco meglio Dzeko, che gioca in Italia da qualche anno. Lukaku è forte, ma Dzeko conosce già la Serie A”.

E la Juve di Sarri?
“Sarri ha fatto bene sia al Napoli che al Chelsea, può dare continuità al lavoro di Allegri”.

Mister, adesso non le resta che guardare partite. In attesa di ricominciare...
“Ho battuto il record dell’era Zamparini (sorride, ndr). Ma non ho rimpianti, ho fatto una scelta che mi sentivo di fare. Se avessi avuto una squadra magari avrei fatto una valutazione più attenta. Non avrei rifiutato il Palermo, ma avrei fatto più attenzione. Nessun rimpianto. Mi dispiace per i dipendenti, i tifosi per tutta la situazione surreale. Io aspetto, non posso fare diversamente. La Serie B sarà diffiicile. C’è almeno una decina di squadre che punta ad andare in Serie A. Cremonese, Benevento, Chievo, Pescara, Salernitana, Spezia che sta cambiando poco a parte Augello, Okereke e Capradossi”.

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