Giulio Dini: "Fiorentina, il nervosismo ha deconcentrato la squadra"
Provo a riordinare le idee dopo la mazzata del duo Valeri - Venuti.
La squadra va sotto di due gol su due uscite sbagliate e avventate.
Per me sono come autogol.
Inzaghi con la Lazio ne ha vinti di derby a Roma: ti fa uscire, ti pressa e ti infila.
Ho dei dubbi sull’infortunio di Nico Gonzalez che per riprendere 27 milioni lo devi quotare in borsa.
L’Inter non è un granché, capitalizza oltre i propri meriti.
Quando viene aggredita balla subito.
Il rigore su Bonaventura è frutto della prassi: si assegna anche se il calciatore ha già calciato prima di essere colpito (a me non convince) ma Di Marco entra con un colpo di Karatè e l’Inter deve rimanere in 10.
Sulla gestione dei gialli da parte di certi arbitri abbiamo esperienza a non finire e Valeri conferma il trend.
Si pareggia due volte con generosità, sempre esponendosi al peggio e poi ci si fa infilare (o ci si infila da soli) su un contropiede innescato da un fallo su Milenkovic.
Per me al 95’ si farebbe un bel giro palla per aspettare il fischio di chiusura del match.
Noi no.
Quest’anno la sfiga ci vede meglio di sempre e molti innesti fanno fatica a dare un contributo accettabile.
Ma il compito di un allenatore è quello di farli rendere per quello che possono dare e non soltanto cercare di trasmettergli un’idea di calcio.
Se non recepiscono (e non recepiscono) che si fa?
Questa è un po’ la chiave di questa stagione nella quale il nervosismo ha “deconcentrato” la squadra.
Se non vai in sala stampa non trasmetti serenità.
Anche perché fuori non c’è gente che ti vuole far le scarpe ma che chiede conto dei risultati e delle prestazioni (che non vengono).
Questo sport - in Italia in particolare - è condizionato dal risultato.
Quando si sale sulla giostra, non è che si può scendere.
Il giro va finito.
Cercherei, semmai, di sorridere un po’ di più.
Mi piacevano tanto quelle partite coraggiose, giocate fino all’ultimo secondo con una serenità sconsiderata, a costo di uscire sconfitti.
Questa era la grande forza della Fiorentina della scorsa stagione.
Ormai è andata, chiudersi non serve.
Ritroviamo almeno un po’ la leggerezza perduta.






