Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Juventus, la storia parla spesso toscano: dalla scrivania al campo, tutti i figli del Granducato

Juventus,  la storia parla spesso toscano: dalla scrivania al campo, tutti i figli del Granducato TUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
autore
Redazione TMW
Oggi alle 06:24Altre Notizie
Dal cinismo di Moggi al calcio di Lippi e Allegri, fino al nuovo corso di Spalletti: storia del paradosso totale di una terra che odia sportivamente la Vecchia Signora ma ne firma da sempre i trionfi più grandi.

Esiste un filo d'oro, tanto invisibile quanto d’acciaio, che unisce le colline della Toscana alle stanze dei trofei di Torino, un legame paradossale che sopravvive da decenni a dispetto del viscerale odio calcistico che Firenze nutre per i colori bianconeri.
Mentre allo stadio Artemio Franchi si consuma la rivalità più rabbiosa del Paese, la Juventus Football Club ha storicamente costruito le sue fortune più grandi attingendo al carattere, alla genialità e al potere della stirpe toscana.
È la storia di un paradosso geografico e umano: la culla del Rinascimento che si fa mente, braccio e cuore del pragmatismo sabaudo.

I Registi Dietro la Scrivania: il Potere dei Dirigenti Toscani

Se le vittorie bianconere nascono prima di tutto negli uffici, l'architettura dei trionfi più dominanti della Vecchia Signora è stata disegnata da menti nate all'ombra del Granducato.
Il nome più dirompente e controverso è indubbiamente quello di Luciano Moggi.
Nato a Monticiano, in provincia di Siena, il "Big Luciano" nazionale ha incarnato per dodici anni il potere assoluto del calciomercato bianconero, a capo della celebre Triade insieme ad Giraudo e Bettega dal 1994 al 2006, Moggi ha plasmato squadre leggendarie portando a Torino campioni planetari (da Zidane a Cannavaro, da Ibrahimović a Buffon), prima che il ciclone giudiziario di Calciopoli mettesse fine alla sua era.
La sua epopea ha rappresentato il volto più cinico e vincente del management applicato al pallone.

La storia recente ha visto l'avvento di un altro toscano doc al timone dell'area tecnica: Cristiano Giuntoli. Fiorentino doc, nato e cresciuto calcisticamente in Toscana, Giuntoli è arrivato alla Juventus dopo aver firmato lo storico scudetto del Napoli.
Con l'incarico di Football Director, ha preso in mano le chiavi della ricostruzione societaria, dimostrando che il destino della Juventus passa ancora una volta dalle mani di un manager toscano per inaugurare un nuovo ciclo di sostenibilità e successi.

La Mente della Vecchia Signora: i Condottieri della Panchina

Se si guarda la storia moderna sul campo, la lavagna tattica parla quasi esclusivamente la stessa lingua, una dinastia di allenatori capaci di mescolare l'ironia spigolosa della loro terra alla fame cannibale piemontese.
Il viaggio inizia a Viareggio con Marcello Lippi, l'uomo dei sigari scelti proprio da Moggi per conquistare 5 scudetti e l'ultima Champions League sollevata a Roma.
A raccoglierne l'eredità più vincente è stato il livornese Massimiliano Allegri, il profeta del "corto muso", capace di cannibalizzare cinque campionati consecutivi.
Perfino Maurizio Sarri, cresciuto a Castelfranco Piandiscò, ha lasciato il suo graffio conquistando lo scudetto del 2020.
Oggi, la tradizione continua: Luciano Spalletti, nativo di Certaldo, è la guida tecnica della squadra, blindato da un rinnovo contrattuale fino al 2028.
Il mister toscano gestisce il nuovo ciclo generazionale, confermando la regola non scritta: per vincere, serve un generale toscano a guidare le truppe.

I Guerrieri del Prato Verde: dal Muro di Fiesole agli Strappi di Firenze

Sotto la guida di questi condottieri, la Toscana ha costantemente fornito alla Juventus le sue anime più pure e i suoi scudi più resistenti, la trincea difensiva: Per un decennio la retroguardia bianconera è stata una succursale regionale.
C'era il carisma ruvido di Giorgio Chiellini, pisano di nascita e livornese di crescita; la grazia silenziosa ed elegante di Andrea Barzagli, nativo di Fiesole e tifoso viola, e dietro di loro il portiere più forte della storia del calcio, Gianluigi Buffon, nato a Carrara.

La gloria dei Campioni del Mondo: L'urlo di Marco Tardelli, nato a Careggine, che ha squarciato il cielo di Madrid nel 1982, e l'opportunismo rapace di Paolo Rossi, il ragazzo di Prato che fece piangere il Brasile prima di riempire di gol le domeniche della Torino bianconera.
Gli strappi del mercato: Una dinastia alimentata da dolorosi scippi proprio alla Fiorentina, il caso più recente è stato Federico Chiesa, cresciuto a Firenze e diventato il simbolo della Viola prima del contestatissimo passaggio alla Juventus nel 2020, dove ha vinto due Coppe Italia prima di volare al Liverpool.
Stessa sorte toccata prima di lui a Federico Bernardeschi, talento di Carrara che ha vinto a Torino tre scudetti.
La Juventus odiata a Firenze rimarrà sempre un dogma immutabile del tifo italiano, una trincea ideologica invalicabile, eppure, ogni volta che la Vecchia Signora si specchia nella sua bacheca colma di gloria, non può fare a meno di scorgere, riflessi sull'oro e sull'argento dei trofei, i profili fieri, spigolosi e cinici dei figli della terra toscana.

Altre notizie Altre Notizie

Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile