Ascoli da sogno: 7 punti in tre giornate, ora i playoff non sembrano più impossibili
L’Ascoli è tornato in Serie B senza alcuna intenzione di recitare il ruolo della semplice comparsa. Dopo appena tre giornate, i bianconeri hanno conquistato sette punti sui nove disponibili, restando imbattuti e mostrando una personalità che va decisamente oltre quella normalmente associata a una neopromossa.
Il percorso parla chiaro: vittoria per 2-1 sul campo dell’Hellas Verona, pareggio 1-1 contro la Carrarese al Del Duca e nuovo successo casalingo per 1-0 contro il Benevento, deciso all’84’ dal rigore trasformato da Matteo Brunori.
Il campionato è appena iniziato e Francesco Tomei continua giustamente a parlare prima di tutto di salvezza. Ma quando una squadra parte così bene, mostra identità e riesce già a vincere partite complicate, una domanda diventa inevitabile: questo Ascoli può davvero limitarsi a pensare alla permanenza in Serie B?
Ascoli, sette punti che valgono più della classifica
I numeri raccontano soltanto una parte dell’ottimo avvio.
Sette punti in tre partite rappresentano un bottino eccellente per qualsiasi squadra, ancora di più per una formazione appena tornata in Serie B. Ma l’aspetto più interessante è il modo in cui l’Ascoli li ha conquistati.
A Verona i bianconeri sono riusciti a imporsi 2-1 in trasferta. Contro la Carrarese è arrivato un punto in una gara differente. Poi il Benevento, probabilmente il test più indicativo dal punto di vista della maturità.
La squadra di Tomei ha dovuto aspettare fino agli ultimi minuti per sbloccare la partita senza perdere lucidità e senza trasformare la pressione in frenesia.
È proprio questa capacità di adattarsi a contesti differenti a rendere interessante il percorso bianconero.
Contro il Benevento non è stata una vittoria casuale
Il risultato di 1-0 potrebbe far pensare a una partita decisa esclusivamente da un episodio.
I numeri raccontano qualcosa di differente.
L’Ascoli ha chiuso con il 57,1% di possesso palla, 12 conclusioni contro le 4 del Benevento e soprattutto quattro tiri nello specchio contro zero degli ospiti.
È vero che l’espulsione di Prisco al 41’ ha lasciato il Benevento in inferiorità numerica per tutto il secondo tempo, ma Tomei ha sottolineato come proprio giocare contro dieci uomini abbia creato qualche difficoltà in più nel trovare gli spazi.
Invece di innervosirsi, l’Ascoli ha continuato a cercare la soluzione.
Il premio è arrivato all’84’, quando Brunori ha trasformato il rigore decisivo e ha fatto esplodere il Del Duca.
Tomei ha già dato un’identità precisa
Il grande protagonista di questo inizio non è soltanto un singolo calciatore.
È soprattutto la squadra.
Francesco Tomei sta costruendo un Ascoli riconoscibile, capace di provare a controllare il pallone ma anche di cambiare ritmo quando necessario. Contro il Benevento il tecnico ha apprezzato soprattutto la capacità di limitare gli avversari e tentare di dominare il gioco.
Questo aspetto può diventare fondamentale.
Una neopromossa che pensa esclusivamente a difendersi rischia spesso di vivere tutta la stagione in funzione dell’avversario. L’Ascoli sta invece cercando di costruire una propria identità.
Non significa necessariamente dominare ogni partita.
Significa sapere cosa fare quando si recupera il pallone, avere principi riconoscibili e mantenere coraggio anche nei momenti difficili.
Brunori può cambiare ulteriormente il livello dell’Ascoli
La vittoria sul Benevento ha aggiunto un’altra possibile arma: Matteo Brunori.
Tomei aveva iniziato con Gori, ma nella ripresa ha inserito Brunori insieme a Chakir e De Pieri. Il nuovo attaccante ha poi avuto la personalità per presentarsi sul dischetto nel momento decisivo.
Lo stesso Brunori ha evidenziato dopo la partita la capacità della squadra di non cadere nella frustrazione quando il Benevento, rimasto in dieci, si è chiuso ancora maggiormente.
È un dettaglio importante.
Un attaccante esperto e abituato a convivere con responsabilità importanti può rappresentare un enorme valore aggiunto per una squadra che vuole consolidarsi rapidamente nella nuova categoria.
Adesso Tomei dovrà gestire anche la concorrenza con Gori.
Ma avere problemi di abbondanza è sicuramente preferibile rispetto al dover cercare disperatamente soluzioni offensive.
La difesa sta crescendo rapidamente
Sette punti in tre giornate non nascono soltanto dai gol.
Contro il Benevento è arrivato anche il primo clean sheet della stagione e il dato dei zero tiri nello specchio concessi agli avversari è particolarmente significativo.
Vitale ha potuto contare sul lavoro di un reparto nel quale Curado e Rizzo stanno trovando rapidamente intesa.
Tomei ha elogiato in particolare la crescita di Rizzo, soprattutto per personalità e capacità di affrontare i duelli, sottolineando allo stesso tempo il lavoro di Curado.
Per una neopromossa, trovare immediatamente stabilità difensiva significa accelerare enormemente il processo di adattamento alla categoria.
E l’Ascoli sembra già più avanti del previsto.
Il Del Duca è tornato a spingere davvero
C’è poi un elemento che non può essere ignorato: il pubblico.
Contro il Benevento il Del Duca ha accolto quasi tredicimila spettatori.
Una partecipazione importante, alimentata dall’entusiasmo della promozione e ulteriormente accesa dai risultati di questo inizio di Serie B.
Se l’Ascoli riuscirà a trasformare il proprio stadio in un luogo nel quale gli avversari fanno realmente fatica, il fattore campo potrà diventare decisivo.
Le stagioni sorprendenti spesso nascono proprio da questa combinazione: risultati, entusiasmo e identità.
Quando squadra e pubblico iniziano ad alimentarsi reciprocamente, anche obiettivi inizialmente non previsti possono diventare credibili.
Tomei frena: “Sette punti servono per mantenere la categoria”
Il tecnico, però, non vuole sentire parlare di voli pindarici.
Dopo la vittoria sul Benevento, Tomei ha ribadito il concetto più importante del suo progetto: la priorità resta consolidare la Serie B.
Ha definito i sette punti un bottino utile per raggiungere l’obiettivo della permanenza nella categoria, ricordando che il campionato è soltanto alla terza giornata e che arriveranno inevitabilmente periodi più complicati.
È probabilmente l’atteggiamento corretto.
La Serie B è un torneo in cui gli equilibri possono cambiare molto rapidamente.
Bastano due o tre risultati negativi per ridimensionare entusiasmi che sembravano solidissimi.
L’Ascoli deve quindi evitare l’errore di trasformare un grande avvio in un peso.
Salvezza prima, ma vietato mettere limiti
Il fatto che Tomei parli di salvezza non significa che l’ambiente non possa iniziare a guardare la classifica con curiosità.
Una squadra neopromossa deve costruire il proprio campionato gradualmente.
Prima raggiungere una posizione tranquilla. Poi verificare, settimana dopo settimana, quale possa essere il vero limite.
Ed è proprio qui che l’Ascoli può diventare interessante.
Se dopo dieci o quindici giornate la squadra resterà stabilmente nella parte sinistra della classifica, il discorso potrebbe inevitabilmente cambiare.
I playoff non devono diventare un’ossessione a settembre.
Ma nemmeno un sogno proibito.
Padova-Ascoli primo test per capire quanto è grande il Picchio
Il prossimo passaggio sarà già significativo.
Sabato 12 settembre alle 15 l’Ascoli giocherà sul campo del Padova, in una trasferta che permetterà di verificare immediatamente la continuità della formazione di Tomei.
Dopo un successo emotivamente importante come quello contro il Benevento, la vera difficoltà sarà ripartire senza perdere concentrazione.
È proprio questo il passaggio che distingue una buona partenza da una squadra realmente competitiva.
Fare risultato anche all’Euganeo significherebbe arrivare alla quarta giornata con una classifica ancora più interessante e soprattutto dimostrare di saper gestire le aspettative crescenti.
Ascoli, i playoff possono aspettare: ma la squadra può sognare
L’Ascoli non deve cambiare obiettivo ufficiale dopo appena tre giornate.
Tomei ha ragione: sette punti sono prima di tutto sette mattoni verso la salvezza.
Ma ignorare completamente ciò che sta accadendo sarebbe altrettanto sbagliato.
Due vittorie, un pareggio, imbattibilità, solidità difensiva, un gruppo profondo e un Del Duca nuovamente entusiasta rappresentano fondamenta molto interessanti.
L’Ascoli non è ancora una squadra da playoff perché tre partite non possono stabilirlo.
Ma sta mostrando caratteristiche che permettono almeno di tenere aperta quella possibilità.
La vera forza di questa squadra potrebbe essere proprio la mancanza di pressione.
Mentre altre formazioni sono obbligate a lottare per la promozione, i bianconeri possono continuare a pensare una partita alla volta, accumulare punti e verificare più avanti dove li avrà portati il percorso.
Per adesso la parola d’ordine resta salvezza.
Ma se l’Ascoli continuerà a giocare con questa personalità, presto potrebbe diventare sempre più difficile impedire ai suoi tifosi di pronunciarne un’altra: playoff.


