Cuore, orgoglio e rabbia: l'Under 23 cade contro la Salernitana in 9 contro 11, ma a testa altissima
Ci sono sconfitte che lasciano macerie e sconfitte che, paradossalmente, costruiscono identità. Quella dell'Atalanta U23 contro la corazzata Salernitana (0-1) appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Al Comunale di Caravaggio va in scena un film surreale, diretto con pugno di ferro (forse troppo) dal signor Lovison, che lascia i nerazzurri senza allenatore e in inferiorità numerica dopo appena otto minuti. Nonostante tutto, i ragazzi di Bocchetti (espulso al 6') hanno gettato il cuore oltre l'ostacolo, tenendo testa a una delle candidate alla promozione diretta e cedendo solo di misura, finendo addirittura in nove uomini.
L'INIZIO SHOCK - La gara, di fatto, non inizia mai ad armi pari. Dopo l'espulsione del tecnico nerazzurro per proteste, arriva il rosso a Cissé all'8': ingenuità per un fallo di reazione a palla lontana, certo, ma la severità fiscale del direttore di gara indirizza irrimediabilmente il match. Giocare oltre 80 minuti con l'uomo in meno contro questa Salernitana sembrava un'impresa impossibile, eppure l'Atalanta ha retto l'urto con ordine e abnegazione, annullando per larghi tratti la manovra lenta e prevedibile dei campani.
MASSIMA RESA, MINIMA SPESA - La Salernitana porta via l'intera posta con il minimo sforzo. Una squadra apparsa "poca roba" rispetto al potenziale della rosa, che ha faticato terribilmente a scardinare il fortino orobico. Il gol vittoria arriva solo al 56' con De Boer, bravo a sfruttare una sponda intelligente di Ferrari. Ma è l'unico lampo in una prestazione opaca, salvata nel finale solo da Vismara (decisivo su Di Vico) e dagli errori tecnici dei suoi attaccanti.
ORGOGLIO NERAZZURRO - L'Atalanta esce dal campo tra gli applausi convinti. Ha lottato su ogni pallone, ha rischiato di pareggiare con Cassa (51') e non ha mai smesso di crederci, nemmeno dopo la seconda espulsione, quella di Bonanomi al 77'. Per il giovane trequartista un esordio sfortunato: rosso diretto per un fallo brutto ma dettato dalla foga, dopo soli 11 minuti in campo. Resta il rammarico: in 11 contro 11, questa Salernitana era ampiamente alla portata di una Dea così battagliera. Ora la classifica piange, ma lo spirito visto oggi è quello giusto per rialzarsi.
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