La cooperativa del gol non tradisce mai: Palladino ha costruito una macchina da guerra a trazione anteriore
C'è un dato che, più di ogni tatticismo o alchimia di spogliatoio, certifica la salute di una squadra di calcio: la varietà delle sue bocche da fuoco. Il 4-0 rifilato al Parma non è stato soltanto una vittoria rotonda per la classifica, ma una vera e propria esibizione di potenza balistica. Quattro marcatori diversi per quattro gol: dai due centravanti di peso al capitano in versione incursore, fino all'ultimo arrivato che timbra subito il cartellino. L'Atalanta di Raffaele Palladino si presenta all'appuntamento cruciale della stagione non più come un solista, ma come un'orchestra sinfonica dove ogni strumento è in grado di prendersi la scena. E se il buongiorno si vede dal mattino, il febbraio che attende i nerazzurri promette scintille.
LA COSTANZA DEL MARTELLO - Nelle undici uscite di campionato con il nuovo tecnico in panchina, la Dea ha fallito l'appuntamento con la rete soltanto in una circostanza, contro la corazzata Inter. Per il resto, la regolarità offensiva è diventata un marchio di fabbrica, un tic nervoso positivo impossibile da reprimere. Se nelle prime fasi della gestione Palladino le vittorie arrivavano spesso di "corto muso" (contro Torino, Bologna, Cagliari e Fiorentina non si era andati oltre le due reti), oggi la squadra ha imparato a dilagare. La maturazione passa dalla capacità di reagire: quando il Parma ha provato a rialzare la testa sfiorando il pari, i nerazzurri non hanno tremato, ma hanno risposto con ferocia, chiudendo la pratica con un'accelerazione letale. È questa la "cattiveria" che serve per il salto di qualità.
IL PARADOSSO DELL'ABBONDANZA - Il segnale più lampante della profondità della rosa arriva - scrive La Gazzetta dello Sport - paradossalmente da chi domani sera a Bruxelles sarà costretto a guardare i compagni dalla tribuna. Giacomo Raspadori, a segno domenica, è fuori dalla lista Champions: un lusso che poche squadre in Europa possono permettersi. Ma è tutto il reparto a brillare di luce propria. Nikola Krstovic e Gianluca Scamacca viaggiano a braccetto con numeri da capogiro (6 gol a testa in A, 7 e 8 totali): avere due "numeri nove" di questo calibro, sapendo che uno dei due può partire dalla panchina e spaccare la partita, è un vantaggio strategico enorme. A questo si aggiunge la variabile impazzita Ademola Lookman: rientrato dalla Coppa d'Africa con margini inesplorati, è l'uomo capace di inventare calcio quando gli schemi saltano.
CDK TORNA A CASA E IL TRITTICO DELLA VERITÀ - La sfida di domani contro l'Union Saint-Gilloise avrà un sapore particolare per Charles De Ketelaere. Il belga, ragazzo equilibrato ma decisivo (5 gol e 5 assist fin qui), torna in patria per sfidare un avversario che ai tempi del Bruges non è mai riuscito a punire. Sarà lui, insieme alle rotazioni di lusso che prevedono giocatori come Mario Pasalic (4 reti), Lazar Samardzic e Kamaldeen Sulemana, a dover guidare l'assalto agli ottavi. Non c'è spazio per i calcoli: tra la Champions, lo scontro diretto col Como e il quarto di Coppa Italia contro la Juventus, l'Atalanta deve smettere di gestire e iniziare a dominare. Con un attacco così, il problema non è dosare le energie, ma scatenarle.
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