Ederson anticipa il rientro a Zingonia: Sarri ritrova il suo pilastro
Lo sguardo fiero di sempre, quello del lottatore della linea mediana, e una gran voglia di rimettersi al lavoro. José Ederson è rientrato a Zingonia con cinque giorni d'anticipo rispetto al programma, al termine delle vacanze post-Mondiale. E il dettaglio che più conta è la paternità della decisione: la richiesta è arrivata direttamente dal giocatore, prontamente accolta dal club.
SUBITO AL LAVORO - Il centrocampista, reduce dalla spedizione nordamericana con il Brasile di Carlo Ancelotti, ha svolto i test atletici di valutazione, per poi trasferirsi in palestra nel pomeriggio. Un rientro che sa di dichiarazione d'intenti, con l'obiettivo di calarsi al più presto nei nuovi meccanismi voluti dal tecnico.
UN NUOVO ACQUISTO - Viste le vicissitudini di un'estate agitatissima, il brasiliano può quasi essere considerato un innesto. Era infatti a un passo dal Manchester United, con l'accordo tra i club di fatto siglato attorno ai 45 milioni di euro, e lui stesso, intervistato durante il Mondiale, aveva lasciato intendere che mancasse poco all'atterraggio in Premier League. Poi l'improvviso dietrofront dei Red Devils dopo l'ultima coda di visite mediche, l'operazione naufragata e il prolungamento fino al 30 giugno 2031 a sigillare un legame ormai solidissimo con l'ambiente nerazzurro.
LE PAROLE DI SARRI - Così Maurizio Sarri si è ritrovato tra le mani un tassello cruciale per il proprio scacchiere. Il giudizio del tecnico toscano, del resto, non lasciava spazio a equivoci già il giorno della presentazione ufficiale: «Ederson sarà pilastro della mia squadra».
L'ESTATE DELLE MONTAGNE RUSSE - Riavvolgendo il nastro, però, si scopre quanto sia stata altalenante la sua estate. Prima la convocazione con la Seleção, sfumata e poi diventata realtà dopo l'infortunio di Wesley, con gli spezzoni giocati contro Haiti e nel giorno della sconfitta con la Norvegia, trascinata dalla doppietta di Erling Haaland. Dall'orgoglio dell'esordio iridato alla delusione dell'eliminazione agli ottavi, poi il giallo delle visite e lo stop al trasferimento – come ricostruisce L'Eco di Bergamo –, con i Red Devils virati su altri obiettivi.
I NUMERI DELLA SCORSA STAGIONE - A smentire ogni dubbio sulla sua tenuta ci pensano le cifre. Nell'ultima annata, a parte lo stop iniziale tra agosto e settembre per l'intervento di pulizia al ginocchio destro e un altro breve fermo tra fine febbraio e inizio marzo, Ederson ha praticamente sempre giocato: 41 partite complessive con 3 reti, di cui 30 presenze e 2 gol in campionato. Numeri che avevano convinto anche Ancelotti.
IL PESO IN MEZZO AL CAMPO - Poterlo affiancare al fresco innesto di Gianluca Gaetano, playmaker prelevato dal Cagliari, significa disporre di un profilo poliedrico: carisma e leadership, ma anche soluzioni tattiche differenti, avendo caratteristiche sia da mezzala d'inserimento sia da mediano abile in interdizione e nei ripiegamenti. Muscoli, intensità e solidità nei contrasti, insomma, uniti alla capacità di rilanciare l'azione e spingere nei capovolgimenti di fronte.
IL NUOVO RUOLO - Quella che comincia è la sua quinta stagione bergamasca, arricchita finora da 180 presenze e 16 gol complessivi. Ma con Sarri cambierà pelle: niente più centrale a due, come nel 3-4-2-1 di Gasperini prima e di Juric e Palladino poi, bensì mezzala destra o sinistra. E le qualità per imporsi anche con consegne diverse non gli mancano di certo.
Il ritorno anticipato dalle ferie, in fondo, racconta tutto: le motivazioni del ventisettenne, a Bergamo dal 2022/23, sono già altissime. E l'avventura nerazzurra sembra pronta a scrivere altre pagine importanti.
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