Vavassori verso il Palermo: un milione per il prestito, i rosanero in pole
Il futuro di Dominic Vavassori parla siciliano. L'attaccante italo-brasiliano classe 2005 di proprietà dell'Atalanta è a un passo dal trasferimento in Serie B al Palermo, che si è detto disposto a ingaggiarlo con la formula del prestito secco oneroso per una stagione: sul piatto un milione di euro più bonus.
PERCHÉ LA DEA HA DETTO SÌ - La proposta è stata giudicata molto interessante dalla società orobica, che continua a credere nelle qualità del ragazzo e vuole conservare il pieno controllo del cartellino. Nessuna cessione definitiva, dunque, ma un anno di apprendistato in cadetteria per un ventenne reduce da un'annata pesante: otto reti in trenta presenze con la seconda squadra in Serie C e l'esordio in prima squadra. Numeri che hanno acceso da tempo i radar della categoria superiore.
IL SORPASSO DEI ROSANERO - Il club siciliano si è inserito nella giornata di ieri in una corsa che nei giorni scorsi vedeva impegnati anche Monza e Hellas Verona, conquistando subito la pole position. Ora l'obiettivo è chiudere in tempi rapidi per consegnare il calciatore a mister Inzaghi il prima possibile. Una trafila già vissuta un anno fa, quando la Dea aveva scelto di trattenerlo respingendo l'assalto della Juve Stabia.
IL PROFILO - Convocato anche da Baldini per preparare gli impegni di giugno della Nazionale, Vavassori è una seconda punta, ma l'eclettismo gli consente di disimpegnarsi con naturalezza anche da ala sinistra o, all'occorrenza, da trequartista. Attaccante moderno e polivalente, sa allungare la squadra attaccando la profondità e sa abbassarsi per rifinire tra le linee. Destro naturale di 177 centimetri, ha nell'uno contro uno e nelle accelerate improvvise i propri marchi di fabbrica. Compirà ventuno anni il prossimo 9 dicembre ed è legato all'Atalanta fino al 30 giugno 2029, dopo essere entrato nel settore giovanile nerazzurro nel 2017, prelevato dalle giovanili della Tritium.
Un anno in cadetteria per crescere, con Bergamo che resta la casa. La Dea presta il suo gioiello, ma non lo lascia andare.
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