Atalanta, le pagelle: Carnesecchi salva il cantiere di Sarri. Bene Gaetano e Kristensen
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CARNESECCHI, voto 7
Cambia il vestito tattico della Dea, non cambia il metro del portiere: l'uscita su Boateng nel primo tempo è una lettura di tempi prima ancora che un gesto atletico, decisa nell'istante esatto in cui la linea si spezza. Governa l'area con la voce, non si scompone quando davanti a lui arrivano incertezze e appoggi da rammendare, e resta l'unica certezza di una squadra ancora in cantiere. Impeccabile.
BELLANOVA, voto 6
Interpreta la corsia con una prudenza che non gli somiglia: prima il freno, la copertura sistematica alle spalle di Zalewski, la diagonale mai in ritardo; poi, nella ripresa, il coraggio di alzarsi e attaccare lo spazio esterno. Meno strappi di quelli a cui ha abituato Bergamo, ma neppure un'imbucata concessa dalla sua parte. Applicato.
KOSSOUNOU, voto 5,5
Convivono due partite dentro la stessa gara: chiusure pulite e qualche apertura di buona misura, e poi l'attimo in cui la linea scivola e lui resta a mezzo passo, con Boateng lanciato verso Carnesecchi. Nel palleggio soffre la riaggressione avversaria: pressato da Silva sbaglia il pallone più delicato della serata, a due passi dalla propria porta. Intermittente.
SCALVINI, SV
Dal 26' KRISTENSEN, voto 6,6
Entrare a freddo, all'esordio, per rilevare uno Scalvini tradito dalla caviglia sinistra non è battesimo comodo: lo dicono lo scontro immediato con Carnesecchi e qualche misura sbagliata nei primi scampoli. Poi trova le distanze, comanda nel gioco aereo, non arretra nel corpo a corpo con Boateng e si concede persino un tentativo da lontano. Ordinato.
BERNASCONI, voto 6
Il duello con Owusu è il sottotesto più gustoso della prima frazione: qualche volta lo perde, spesso lo vince, e con la squadra lunga è lui a rammendare le voragini alle spalle della mediana. Nella ripresa il serbatoio si svuota, la foga prende il posto della misura e il cross, che pure sarebbe la sua arma, non trova quasi mai il destinatario. Generoso.
SAMARDŽIĆ, voto 6
I primi quarantacinque minuti portano la sua firma: prende palla tra le linee, alza il ritmo, costringe Kraev al fallo da ammonizione e con Zalewski confeziona il triangolo da cui nasce la palla gol di Scamacca. Nella ripresa gli avversari lo obbligano a ricevere spalle alla porta e il repertorio si assottiglia, fino al cambio. Propositivo.
Dal 78' PAŠALIĆ, SV
GAETANO, voto 6,5
Il debutto davanti a Bergamo lo trova ingabbiato: gli tolgono il tempo del primo controllo e lui sbaglia troppi appoggi elementari, quelli che a un regista non sono concessi. Cresce però nella lettura difensiva, accorcia, rincorre, e la scivolata da ultimo uomo su Buskila è il gesto che racconta la voglia di appartenere all'idea di Sarri. Incompiuto.
EDERSON, voto 6,5
Con la fascia al braccio diventa il metronomo del contenimento: assorbe i colpi di un avversario che lo prende di mira, non perde il filo del discorso, riparte pulito quando gli altri si aggrovigliano. Ha la condizione migliore del reparto e la spende allargandosi a sinistra, dove apre gli unici varchi credibili della serata. Affidabile.
ZALEWSKI, voto 6
Suo il primo tentativo nerazzurro, spedito fuori, e sua l'accelerazione che al 35' apparecchia la conclusione di Scamacca. Poi la corsia si restringe: il blocco dell'Hapoel lo raddoppia con puntualità e a destra la sua serata diventa più di sacrificio che di strappo, con qualche buona giocata dispersa nella ripresa. Alterno.
Dal 78' CASSA, SV
SCAMACCA, voto 6
Sovrastato dai centrali avversari e rifornito col contagocce, si costruisce da solo l'occasione più nitida della Dea, cancellata da una gran parata di Tzur. Ha il merito di reinventarsi rifinitore quando capisce che di palloni giocabili ne arriveranno pochi: il pallone consegnato a Raspadori chiedeva soltanto di essere spinto dentro. Isolato.
Dal 63' KRSTOVIĆ, voto 6,5
Mezz'ora vissuta con l'istinto del centravanti: il tiro a giro dalla distanza esce di un soffio, la girata in mischia non trova il varco, il colpo di testa a tempo scaduto obbliga Tzur all'intervento migliore della sua partita. Cambia le misure dell'attacco, non il risultato. Effervescente.
RASPADORI, voto 5,5
Corre più di tutti, forse più del necessario, e nella smania di partecipare finisce per allontanarsi dalla zona in cui dovrebbe essere spietato. L'assist di Scamacca a fine primo tempo gli chiede soltanto freddezza e lui non la trova; al 91' il tocco ravvicinato è troppo centrale e Tzur ringrazia. Impreciso.
SARRI, voto 6
L'idea si vede già: palleggio paziente, costruzione dal basso, ricerca ostinata della verticalizzazione quando il muro si apre. Ciò che manca è la benzina per sostenerla, e contro un avversario più avanti nella preparazione il possesso resta orizzontale e prevedibile per larghi tratti. I cambi del finale alzano il baricentro e generano le occasioni migliori: il cantiere è appena aperto, i margini ci sono, il lavoro anche. Paziente.
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