Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / atalanta / Primo Piano
Sarri a Sky: "Sarà dura, ma dobbiamo essere convinti di potercela fare"
Oggi alle 19:00Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Sarri a Sky: "Sarà dura, ma dobbiamo essere convinti di potercela fare"

Ai microfoni di Sky Sport alla vigilia del ritorno di Conference League, il tecnico nerazzurro tra le condizioni di De Ketelaere, il ballottaggio in attacco e il lavoro sulla difesa

Sbarcato in Ungheria per il ritorno del preliminare di Conference League contro l'Hapoel, Maurizio Sarri ha presentato la sfida ai microfoni di Sky Sport. Una settimana dopo le farfalle nello stomaco della vigilia bergamasca, il tecnico nerazzurro ha spiegato con quale spirito la sua squadra affronta una gara che resta apertissima dopo il risultato dell'andata, soffermandosi poi sulle condizioni di Charles De Ketelaere, sull'alternanza tra i centravanti e sul percorso di crescita della fase difensiva, il capitolo più complesso del nuovo corso. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Mister, una settimana fa parlavamo di farfalle nello stomaco: con quali sensazioni è sbarcato oggi in Ungheria?
«La sensazione è che sarà dura, sarà una partita difficile: lo abbiamo già visto all'andata. Però bisogna avere forte convinzione di potercela fare, e tanta voglia di volercela fare. Chiaramente senza diventare presuntuosi, ma solo consapevoli che ce la possiamo fare».

Che cosa vi rende ottimisti?
«Non è che siamo ottimisti: abbiamo voglia di giocare una competizione europea. Dalla partita d'andata abbiamo già capito che sarà dura, perché è una squadra discreta, di grande livello e determinazione, in grande condizione atletica. Quindi non sarà semplice, però bisogna andare oltre».

Rispetto a sette giorni fa avete in più De Ketelaere: come sta?
«Chiaramente si è allenato pochissimo. Ha fatto giustamente le vacanze dopo il Mondiale, poi è arrivato con un problemino all'adduttore: è un ragazzo che con noi si è allenato pochissimo. E viene da una mezz'ora nell'ultima partita, quindi un utilizzo che per forza di cose dovrà essere parziale. La grande difficoltà è che giochiamo una partita di cui non sappiamo quanto durerà: se farlo partire o se farlo entrare. È tutto lì».

A proposito di ballottaggi: quello tra Scamacca e Krstović, destinato a durare tutta la stagione, potrebbe invertirsi per l'esigenza di domani?
«Non lo so, non abbiamo ancora preso decisioni. Però sono due ragazzi che stanno facendo bene e che sembrano entrambi in crescita: è chiaro che durante la stagione si alterneranno in base alla condizione del momento. E poi bisognerà mettere su anche uno special team per situazioni particolari, in cui possono giocare insieme».

Come cambierà il canovaccio della partita, e si aspetta un atteggiamento diverso dell'Hapoel rispetto a giovedì?
«Non penso più di tanto. È una squadra che si raccoglie bene negli ultimi trenta-quaranta metri di campo e che poi riparte bene, con qualità e con gamba. Non penso che cambieranno molto atteggiamento: poi vedremo in campo».

Ultima cosa: quanto manca per assimilare quello che chiede soprattutto ai difensori, il passaggio più delicato rispetto a come giocava prima l'Atalanta?
«Manca ancora, è inutile pensare di essere a posto in questo momento. E il momento più difficile sarà quando penseranno di saperlo fare, e invece ancora non lo sanno fare: quello sarà il momento più difficoltoso».

Nessun proclama, nessuna concessione all'entusiasmo: Sarri sceglie la linea della lucidità, riconoscendo il valore dell'avversario e ribadendo che la crescita passa dal lavoro quotidiano più che dal risultato di una notte. Con un avvertimento che vale ben oltre Miskolc: la vera insidia arriverà quando la squadra crederà di aver capito tutto.

© Riproduzione Riservata

Altre notizie