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Luca Percassi-D'Amico, il caso finisce sul tavolo di Chiné
Oggi alle 08:00Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Luca Percassi-D'Amico, il caso finisce sul tavolo di Chiné

Due comunicati opposti dopo il confronto nel dopopartita dell'Olimpico: la Procura federale pronta ad aprire il fascicolo

Il vero strascico di Roma-Atalanta non è rimasto sul campo. Nel tunnel e poi nell'area della tribuna Monte Mario, sabato sera, si sarebbero registrati momenti di forte tensione tra l'amministratore delegato nerazzurro Luca Percassi e il direttore sportivo giallorosso Tony D'Amico. Due ricostruzioni inconciliabili, e ora la parola passa alla giustizia sportiva.

DUE VERSIONI DISTANTI - Il punto di frizione è proprio la dinamica. Per la Roma si sarebbe trattato di un'aggressione verbale partita dal dirigente bergamasco; per l'Atalanta, invece, quei minuti avrebbero avuto tutt'altro svolgimento. Nessuna versione condivisa, dunque, ma due letture che si escludono a vicenda: è questo il nodo che dovrà essere sciolto altrove.

IL COMUNICATO DELLA ROMA - I club hanno affidato le rispettive posizioni a note ufficiali, e i giallorossi sono arrivati per primi. La società capitolina «ritiene inaccettabile il comportamento tenuto dall'Amministratore Delegato dell'Atalanta, Luca Percassi», rimarcando al tempo stesso la compostezza del proprio dirigente, che avrebbe evitato qualunque replica. Nella stessa nota, l'annuncio della decisione: la vicenda verrà portata davanti agli organi competenti perché ne valutino la sostanza.

LA REPLICA DELL'ATALANTA - Da Bergamo la risposta è arrivata a stretto giro. Nel testo diffuso dalla società orobica – riportato stamane anche sulle colonne de La Gazzetta dello Sport – il club «respinge con fermezza le valutazioni espresse da AS Roma» sul conto del proprio amministratore delegato. Una scelta di linea, oltre che di merito: la nota diffusa dal club nerazzurro chiarisce la volontà di non alimentare il caso a colpi di dichiarazioni pubbliche, dichiarando piena disponibilità a presentarsi fin da subito davanti alla giustizia sportiva per ricostruire quanto accaduto.

IL FASCICOLO DI GIUSEPPE CHINÉ - Il passaggio successivo è tecnico. Gli ispettori federali non erano sul posto quella sera, circostanza che pesa sulla ricostruzione ufficiale dell'episodio. Sarà quindi il Procuratore federale Giuseppe Chiné a esaminare gli elementi raccolti e ad aprire un fascicolo, con l'obiettivo di ascoltare direttamente i protagonisti della vicenda.

Due comunicati, nessun arretramento. Il confronto, adesso, si sposta davanti agli organi federali.

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