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Carnesecchi, la certezza che non chiede il permesso
Oggi alle 16:00Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Carnesecchi, la certezza che non chiede il permesso

Marco Carnesecchi ha evitato più di dieci gol in un anno e ha già in tasca la chiamata di Mancini: la Dea di Sarri riparte dal portiere che ha smesso di essere una promessa

Ci sono portieri che si fanno notare per il volo, e portieri che si fanno notare per il silenzio che segue una parata. Marco Carnesecchi appartiene alla seconda categoria. Sabato, mentre l'Atalanta perdeva con il Cagliari, ha respinto Romano al 14' e Obert al 74' con la stessa espressione, quella di chi ha appena chiuso una porta e non ha bisogno che qualcuno lo applauda per averlo fatto. Le pagelle lo hanno indicato come il migliore in una sconfitta; i numeri dicono che è così da un anno.

Stiamo parlando di dati, non di sensazioni. Dall'inizio della scorsa stagione il portiere di Rimini ha evitato oltre dieci gol rispetto alla qualità dei tiri subiti, secondo soltanto a Maignan in Serie A; ad agosto è stato eletto giocatore del mese del campionato; nella prima lista che Mancini diramerà venerdì è indicato come una delle quattro certezze fra i pali. Facile. Scontato. Macché scontato: quattro anni fa, quando tornò dal prestito alla Cremonese, la domanda a Zingonia era se fosse pronto per una squadra da Champions. La risposta l'ha data una parata alla volta.

Curiosità: l'ultima gara con la Juventus alla New Balance Arena, in aprile, si decise su un'uscita sbagliata proprio sua, con Boga a punire: l'unico errore pesante di una stagione da colonna. Ma torniamo al presente, perché è lì che il portiere pesa di più. Sarri ha costruito il cantiere a partire dalla difesa, e la difesa a quattro alta che il tecnico chiede vive di un portiere che copra lo spazio alle spalle della linea: nelle prime quattro giornate Marco Carnesecchi lo ha fatto ogni volta che è stato chiamato, e le cinque reti subite raccontano gli errori degli altri, non i suoi.

Non ve n'eravate accorti, vero? L'Atalanta ha cambiato allenatore, modulo, capitano e mezzo attacco, e l'unica cosa che nessuno ha messo in discussione è il portiere. È la definizione più esatta di certezza: non chiedere il permesso di esserlo. A Torino, dove un anno fa il pari lo firmò un compagno oggi infortunato, la Dea avrà bisogno che quella certezza regga anche l'assedio degli esterni bianconeri; e chi lo ha visto lavorare in questo avvio sa che reggerà.

Dieci gol evitati, una chiamata azzurra, un cantiere da proteggere. Il portiere che non chiede il permesso ha già dato la risposta: ora tocca alla squadra davanti a lui, e Giorgio Scalvini è il primo a saperlo.

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© foto di atalanta.it

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