Cinica e letale, poi fragile: la Dea batte il Venezia 3-1 e chiude la crisi
Redazione TuttoAtalanta.com
ATALANTA-VENEZIA 3-1 (p.t. 3-1)
4' Kessie (A), 6' e 30' Krstovic (A), 37' Hainaut (V)
L'Atalanta interrompe la serie di tre sconfitte consecutive e torna alla vittoria: alla New Balance Arena finisce 3-1 sul Venezia, con il gol di Kessie e la doppietta di Krstović a decidere nella prima mezz'ora. Un successo che vale tre punti pesanti e un sospiro di sollievo, ma che lascia aperto un interrogativo enorme sulla fase difensiva: nella ripresa gli ospiti hanno costruito almeno sei occasioni nitide, colpendo un palo e vedendosi annullare un gol, senza mai riuscire a riaprire una partita che avrebbero potuto riprendere.
LA PARTENZA CHE INDIRIZZA TUTTO - Sarri vara il 4-2-3-1, con Kessie ed Éderson in mediana e il trio Elmas-De Ketelaere-Rowe alle spalle di Krstović. Il Venezia parte forte — al 2' Carnesecchi blocca basso il tiro di Basic — ma la Dea risponde con due colpi in due minuti. Al 4' il centravanti lavora palla sulla trequarti e imbuca per l'ivoriano, che scavalca Stankovic con uno scavetto; al 6' l'angolo perfetto di Elmas trova Krstović sul primo palo, avvitamento e 2-0. Al 30' il tris nasce dal pressing: Bellanova recupera alto, Rowe calcia e Stankovic respinge, sulla ribattuta il montenegrino firma la sua doppietta. Tre gol, tre letture diverse — verticalizzazione, palla inattiva, riaggressione — e una squadra finalmente cinica sotto porta.
IL PRIMO CAMPANELLO - Già nel primo tempo, però, i segnali di fragilità non mancano. Al 17' serve una chiusura di Kristensen sul colpo di testa di Halhal, e proprio quando la Dea si mette a gestire il triplo vantaggio arriva il gol ospite: al 37' cross di Sagrado da quinto a quinto e taglio di Hainaut alle spalle di Zappacosta, che di testa accorcia. Due minuti più tardi lo stesso esterno torna pericoloso con un cross arretrato che attraversa tutta l'area. È il preludio di quello che accadrà nella ripresa.
UNA RIPRESA DA BRIVIDI - Nel secondo tempo l'Atalanta abbassa il pressing e si limita a coprire gli spazi, e il Venezia ne approfitta con una frequenza allarmante. Al 50' il cross basso di Hainaut viene allontanato a fatica, al 54' Adams incorna e serve una deviazione di Kristensen, al 55' è ancora l'esterno belga a sfiorare il palo di testa. Al 56' l'occasione più clamorosa: ripartenza ospite, dialogo tra Adams e Yeboah e il numero dieci che, a tu per tu con Carnesecchi, centra in pieno il palo. Al 61' Adams insacca su assist di Yeboah, ma la bandierina segnala il fuorigioco; al 64' lo stesso Yeboah, ancora solo davanti al portiere, calcia male grazie a una diagonale decisiva di Zappacosta e si divora il 3-2. Sei occasioni in quindici minuti, con la linea difensiva nerazzurra ripetutamente presa d'infilata in transizione e sui cross dalla destra.
LE OCCASIONI PER CHIUDERLA - La Dea, va detto, non resta a guardare. Al 63' la spizzata di Krstović sul cross di Bellanova esce di pochissimo, al 69' Elmas raccoglie un gran pallone di Samardžić — entrato per De Ketelaere — e calcia al volo, trovando la risposta di Stankovic; un minuto più tardi il portiere serbo si ripete sul colpo di testa di Kristensen. All'80' Krstović spreca un contropiede sbagliando l'ultimo passaggio per Zalewski, all'82' calcia di prima sul cross di Bernasconi e trova ancora i guantoni dell'estremo difensore ospite. Sull'altro fronte, al 72' la punizione di Basic esce di un soffio e al 75' Yeboah non inquadra la porta col piatto.
IL ROSSO A ELMAS E IL FINALE - All'88' il fallo duro di Elmas su Helgason costa inizialmente un giallo, ma Tremolada viene richiamato all'on-field review e all'89' trasforma il cartellino in rosso per grave fallo di gioco. Un'ingenuità che costringe la Dea a giocare il recupero in dieci e che peserà sulle prossime scelte. Nei quattro minuti aggiuntivi il Venezia sfiora ancora il gol con il colpo di testa di Schingtienne su cross di Hainaut al 90'+2 e con la conclusione di Rrahmani al 90'+4, entrambe di pochissimo fuori. Poi il triplice fischio, davanti a 20.923 spettatori.
IL QUADRO IN CLASSIFICA - Con questi tre punti l'Atalanta sale a quota nove e si porta al decimo posto, a una lunghezza da Napoli e Frosinone e a due da Juventus e Como. Il bilancio dopo sei giornate — tre vittorie e tre sconfitte, otto gol fatti e otto subiti — racconta una squadra ancora in cerca di equilibrio: la vetta, occupata da Inter e Lazio a sedici punti, resta lontana, ma la zona europea è tornata a portata. Il Venezia, ultimo, resta inchiodato a zero.
La vittoria è importante, ma la partita lascia a Sarri una lista di correzioni lunga. Il 4-2-3-1 ha avvicinato De Ketelaere alla porta e ha prodotto un primo tempo di grande qualità offensiva, ma con due soli mediani a coprire la difesa ha concesso troppo nelle transizioni. Il segnale chiesto alla vigilia — una reazione che la squadra doveva dare — è arrivato, ma con contro un'avversaria di livello superiore una ripresa così non basterebbe.
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