Sarri ritrova la vittoria: "Sono due moduli che faremo durante la stagione. Su Krstovic e De Ketelaere..."
Redazione TuttoAtalanta.com
Dopo tre sconfitte consecutive, l'Atalanta torna a vincere e lo fa cambiando pelle. Nel 3-1 sul Venezia alla New Balance Arena, la Dea si è presentata con due centrocampisti centrali e quattro uomini offensivi, salvo tornare al 4-3-3 quando la partita si è aperta. Ai microfoni di DAZN, Maurizio Sarri ha spiegato il senso di questa doppia soluzione tattica, ha motivato la preferenza per Krstović rispetto a Scamacca, ha elogiato la nuova mediana formata da Ederson e Kessié, ha fatto il punto sulle condizioni di Scalvini e Bellanova e ha riservato un passaggio significativo a De Ketelaere. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Mister, complimenti per il ritorno alla vittoria. Che feedback le ha dato il nuovo sistema, con due centrocampisti centrali più muscolari invece di tre e senza un regista puro?
«Il feedback è stato buono finché la squadra è stata in condizione di andare in pressione alta. Abbiamo fatto un primo tempo di alto livello, con tante palle gol, poi siamo andati in difficoltà, perché non ce la facevamo più ad andarli a prendere alti, e lì ci ha fatto comodo tornare al 4-3-3. Quindi sono due moduli che durante la stagione faremo sicuramente entrambi, in relazione al nostro momento e a chi affrontiamo».
Cercava quindi più una soluzione per la fase di non possesso che per quella di possesso?
«No, noi cercavamo soprattutto di cominciare a trasformare in situazioni pericolose i palloni che riuscivamo a portare nell'area avversaria, e stasera abbiamo creato tantissime palle gol. Poi, a un certo punto, la partita si è aperta troppo per i miei gusti e sono tornato al 4-3-3 per avere un centrocampista in più».
In questo modulo ha scelto Krstović al posto di Scamacca perché attacca di più la profondità, mentre Scamacca viene più incontro?
«Sì, per questo motivo, per quanto riguarda la fase offensiva, e poi perché è uno che ci garantisce forse un po' più di pressione rispetto a Scamacca. Scamacca, con questo modulo, lo vedo più adatto a giocare insieme a un altro attaccante».
La mediana a due con Ederson e Kessié è sembrata molto convincente, forse il loro habitat ideale: come ha anticipato prima della gara, però, era più una questione di atteggiamento che di modulo.
«Sì, l'atteggiamento stasera è stato diverso, meno scolastico rispetto alle partite precedenti, probabilmente anche un attimino più confusionario, però finché la squadra ha avuto risorse anche dal punto di vista fisico ha fatto un primo tempo di livello: l'unica cosa che le si può imputare è di aver preso gol, perché poteva finire in maniera anche più rotonda. Poi sapevamo benissimo, anche prima della partita, che questa avversaria è una squadra giovane, e se smetti di pressarla alta qualche difficoltà te la crea sicuramente. Come ha fatto con tutti».
Che sensazioni ci sono su Scalvini e Bellanova?
«In questo momento non saprei rispondere. Quello che potrebbe preoccupare di più penso sia Scalvini, un po' meno Bellanova, che aveva solo un dolore al gluteo, quindi penso sia più facilmente risolvibile».
Un'ultima considerazione su De Ketelaere: forse stanco dopo la nazionale, era quello che poteva esaltarsi di più in questo modulo e invece si è visto meno.
«Non lo so, ha fatto qualche allenamento di buon livello. Poi Charles è uno di quei giocatori che raramente ti fanno uscire contento dalla partita, perché ci vedi talmente tanto potenziale che, qualsiasi partita faccia, hai sempre la sensazione che possa fare anche meglio. Questa sensazione me la lascia spesso».
Una vittoria che vale doppio, perché arriva dopo tre sconfitte e perché consegna a Sarri una nuova soluzione tattica da alternare al 4-3-3. La Dea ha trovato la svolta cercata dopo la sosta: ora resta da gestire meglio i momenti in cui le energie calano, e da convincere De Ketelaere a spendere tutto quel potenziale che il suo allenatore gli riconosce.
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