Il calcio piange Beppe Savoldi: addio allo storico bomber che incantò Bergamo volando in cielo
Il mondo del calcio italiano e l'intera comunità bergamasca si fermano per tributare l'ultimo, commosso saluto a Giuseppe Savoldi, per tutti semplicemente "Beppe". L'ex formidabile attaccante, cresciuto e forgiato direttamente nel vivaio nerazzurro, si è spento in queste ore lasciando un vuoto incolmabile nel cuore dei tifosi e all'interno di una società che lo ha sempre considerato uno dei suoi figli prediletti.
I NUMERI DI UNA CARRIERA A TINTE NERAZZURRE - La storia d'amore tra il compianto centravanti e la Dea si è snodata attraverso due epoche calcistiche distinte, capaci di regalare emozioni indelebili a un'intera generazione di appassionati. Dalla prima avventura giovanile vissuta tra le stagioni 1965/66 e 1967/68, fino al romantico e memorabile ritorno alla base nell'annata 1982/83, il bomber ha collezionato complessivamente ottantatré presenze ufficiali. Un percorso luminoso impreziosito da ventidue marcature, che hanno fatto vibrare di gioia i gradoni dello stadio cittadino, molto prima che assumesse le sembianze e l'allure moderna della New Balance Arena.
IL SIGNORE DEI CIELI E DEL DISCHETTO - A rendere il profilo del giocatore un'autentica icona del proprio tempo erano le sue spiccate doti atletiche e balistiche. L'attaccante si distingueva come un rigorista implacabile, freddissimo e letale dagli undici metri, ma a terrorizzare letteralmente le difese avversarie era il suo strapotere nel gioco aereo. Dotato di un'elevazione clamorosa e fuori dal comune, trasformava ogni pallone spiovente in area in una sentenza, rendendo il colpo di testa il vero e proprio marchio di fabbrica di un repertorio tecnico vastissimo e inarrestabile.
IL CORDOGLIO DEI VERTICI E L'ABBRACCIO DEL CLUB - Di fronte a una simile perdita, la grande famiglia atalantina si è immediatamente stretta attorno ai cari dell'ex fuoriclasse. Attraverso una nota ufficiale, il presidente Antonio Percassi e il co-chairman Stephen Pagliuca hanno voluto esprimere pubblicamente il proprio dolore. Le massime cariche della società, abbracciando idealmente tutto l'ambiente che oggi sostiene i ragazzi di Raffaele Palladino, partecipano con profonda e sincera commozione al lutto dei familiari, formulando le più sentite condoglianze per la scomparsa di un uomo che ha onorato la maglia con sudore e classe.
Un pezzo di storia che se ne va in punta di piedi, ma il ricordo dei suoi voli maestosi verso il pallone resterà per sempre incastonato nel firmamento orobico.
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