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Palladino saluta Bergamo con l'Europa: "Abbiamo fatto una grande scalata. Il futuro? Dipende da tutti"
Oggi alle 00:45Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Palladino saluta Bergamo con l'Europa: "Abbiamo fatto una grande scalata. Il futuro? Dipende da tutti"

L'allenatore dell'Atalanta dopo la sconfitta col Bologna che vale però la Conference League: «Questa squadra ha remato tutta dalla stessa parte»

Una sconfitta che sa di festa. Il gol di Orsolini — l'ex di turno, puntuale come un appuntamento — regala al Bologna i tre punti nel pomeriggio della New Balance Arena, ma non riesce a spegnere i sorrisi di un popolo nerazzurro che ha già i conti in tasca: settimo posto aritmetico, Conference League conquistata, e una stagione che racconta molto più di quanto il risultato finale di una singola giornata possa suggerire. Raffaele Palladino chiude davanti al proprio pubblico l'ultima partita casalinga della stagione con parole ai microfoni di DAZN che suonano insieme come un bilancio e un commiato, mentre sullo sfondo aleggia la domanda che tiene in sospeso Bergamo intera: ci sarà ancora lui sulla panchina nerazzurra nella prossima avventura europea? La risposta, per ora, è rinviata. Ma il peso di ciò che è stato costruito — con la Coppa Italia vinta contro la Lazio e l'Europa riconquistata — resta intatto e indiscutibile. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Mister, quali sono state le sue prime parole ai ragazzi dopo il triplice fischio?
«Ho ringraziato i miei ragazzi, ho ringraziato tutti per questo bellissimo percorso, per questa bellissima esperienza che abbiamo vissuto insieme. Poteva sembrare scontata questa Europa, invece non lo è stata affatto, soprattutto all'inizio. Abbiamo fatto una grande scalata, una grande rimonta: quando sono arrivato la squadra era tredicesima e da lì ne abbiamo scalate tante di posizioni, recuperando punti su punti alle squadre che ci precedevano. Non è scontato quello che abbiamo fatto, e l'ho detto chiaramente ai ragazzi: hanno dato tanti sacrifici, tanto lavoro, una dedizione totale. È ovvio che non volevamo chiudere con una sconfitta, ma oggi l'importante era centrare l'obiettivo. E quando sono arrivato mi sono detto — e l'ho detto anche a loro — che il nostro obiettivo era riportare l'Atalanta in Europa. Per dieci anni, l'Atalanta ci è andata nove volte: questo è il merito di una grande società, di un grande lavoro che c'è dietro. Sono sicuro che continuerà a essere ambiziosa e competitiva in Europa.»

Quanto sente la sua mano su questa Atalanta che ha centrato la Conference League?
«È ovvio che quello che abbiamo fatto l'abbiamo fatto insieme — tutti quanti. La società, io, il mio staff, i miei ragazzi. È stata un'unione, una famiglia che ha lavorato e ha remato tutta dalla stessa parte, perché altrimenti non centri gli obiettivi, non scali posizioni, non arrivi in Europa. Quest'anno il campionato è stato durissimo, molto competitivo, molto avvincente. Guardate quello che è successo oggi, guardate la lotta per la Champions ancora tutta aperta fino all'ultimo. È stata una battaglia continua da quando sono arrivato, ed è stato bello finire qui, in casa nostra, festeggiando un obiettivo che ci eravamo prefissati.»

Ha usato spesso verbi al passato in queste risposte. Guardando al futuro: ci sarà Raffaele Palladino sulla panchina dell'Atalanta che giocherà la Conference League?
«Come ho detto nei giorni scorsi, e come ha detto anche la proprietà attraverso l'amministratore delegato Luca Percassi, ci siederemo alla fine del campionato — dopo la partita di Firenze — e pianificheremo il futuro. Parleremo, cercheremo di capire se le idee e la volontà combaciano, e vedremo. Avremo questo confronto tra una settimana.»

Prima di quel confronto, le chiedo però la sua volontà personale: vuole restare?
«Io sto bene qui, sto bene. Però ci deve essere ovviamente la volontà da parte di tutti, da entrambe le parti, per proseguire insieme. Quando ci siederemo a parlare capiremo, sempre mettendo al primo posto il bene dell'Atalanta, perché l'Atalanta deve venire prima di tutto.»

Raffaele Palladino lascia il campo della New Balance Arena tra gli applausi di una curva che non dimentica. I conti della stagione sono chiari: una squadra raccolta a metà classifica, ricostruita nel carattere e nell'identità, portata in Europa con una Coppa Italia in bacheca e un settimo posto che vale molto più dei numeri. Che ci sia ancora lui a guidarla nella prossima avventura europea, lo dirà il vertice con la società fissato dopo l'ultima giornata. Per ora, Bergamo ringrazia — e aspetta.

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