Conference matematica, futuro in sospeso: l'Atalanta festeggia l'Europa e aspetta il vertice con Palladino
Conference in tasca, futuro sul tavolo: Palladino rimanda tutto a Firenze e Italiano conta i giorni al vertice col BolognaLa partita è finita da pochi minuti e le maglie celebrative sono già indossate, ma il cuore del post-gara batte su un altro terreno: quello del futuro. Il gol di Riccardo Orsolini al 78' ha consegnato al Bologna una vittoria di prestigio alla New Balance Arena, ma non ha scalfito la matematica che porta l'Atalanta alla nona qualificazione europea nelle ultime dieci stagioni. Dopo due anni di Champions e Europa League, i rossoblù guarderanno le coppe dal divano. La Dea festeggia, pur tra le riserve di una Curva che già pensa al domani. E i due allenatori, Raffaele Palladino e Vincenzo Italiano, nei rispettivi spogliatoi tracciano mappe di futuro che si somigliano più di quanto sembri.
PALLADINO: «LA VOLONTÀ CI DEVE ESSERE DA ENTRAMBE LE PARTI» - Il tecnico nerazzurro non si è sottratto alle domande sul suo futuro, ma ha scelto ancora una volta la via del rinvio: «Come ha detto anche la proprietà, ci vedremo dopo la partita di Firenze e pianificheremo il futuro, cercando di capire se le idee e le volontà di entrambe le parti combaceranno». Una frase che dice tutto e niente, come da copione, ma che nel contesto attuale suona più come un commiato in differita che come l'apertura di una trattativa. Raffaele Palladino ha poi aggiunto: «Io qui sto bene, ma la volontà ci deve essere da parte di tutti per proseguire assieme il percorso per il bene dell'Atalanta». Parole che pesano, soprattutto perché arrivano dopo settimane in cui la parola «rivoluzione» è diventata il termine più usato nei corridoi di Zingonia.
LA DEA È IN CONFERENCE: NOVE SU DIECI - Al netto delle questioni tecnico-dirigenziali, il risultato finale di 0-1 è stato indolore per l'Atalanta, che grazie al 2-0 dell'andata e ai tre punti di vantaggio in classifica conserva il settimo posto matematicamente blindato. La Conference League — primo capitolo europeo di questo tipo nella storia del club, dopo cinque partecipazioni in Champions e quattro in Europa League — è ufficialmente conquistata. Per i rossoblù, invece, nessun miracolo: nonostante la vittoria di oggi e quella di Napoli, il distacco era troppo ampio per essere colmato. Due anni di palcoscenici continentali si chiudono con un ottavo posto e una stagione che Italiano stesso definisce «tra alti e bassi».
ITALIANO: «HO UN CONTRATTO, DECIDEREMO INSIEME» - Anche il tecnico del Bologna, a fine gara, ha scelto le parole con cura. L'incontro con la società è già in calendario e Vincenzo Italiano lo ha inquadrato con la stessa diplomatica pazienza usata da Palladino: «L'incontro con la società era programmato da tanto tempo. Tireremo in ballo quello che è successo durante la stagione, non avremo le coppe l'anno prossimo e bisognerà programmare il campionato». Una dichiarazione che tradisce la consapevolezza di un tavolo non privo di tensioni. La partita di oggi chiude una stagione in cui il legame tra il tecnico siciliano e il club emiliano è stato messo alla prova più volte, con il futuro di entrambi ancora tutto da definire. «Io ho sempre detto che a Bologna si lavora al top — ha concluso — e ho anche un contratto». Il contratto scade nel 2027: ma nel calcio, come insegna il caso Palladino, la carta firmata non è sempre sinonimo di continuità.
DUE ALLENATORI ALL'INCROCIO - C'è qualcosa di cinematografico in questo finale di stagione parallelo: due tecnici, due club, due percorsi diversissimi ma accomunati dalla stessa sospensione del giudizio sul proprio domani. Palladino aspetta Firenze per sedersi al tavolo con i Percassi. Italiano aspetta il vertice con Fenucci e Saputo. Entrambi sanno già come potrebbe andare. Entrambi scelgono le parole come se non lo sapessero. È il calcio di fine stagione, con le sue liturgie immutabili: le strette di mano, le frasi diplomatiche, e quella sensazione che il sipario stia per calare su qualcosa che non si ripeterà uguale.
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