Palestra, il City irrompe: l'Atalanta aspetta l'asta e l'Inter trema
La distanza tra domanda e offerta è chiara, definita e, per ora, inamovibile. L'Inter si è fermata a 40 milioni di euro, l'Atalanta ne chiede 50 e nessuna delle due parti sembra intenzionata a muoversi di un centimetro. La trattativa per Marco Palestra è in stallo, con i Percassi che non abbassano la valutazione e i nerazzurri milanesi che non rilanciano. Un equilibrio apparentemente solido, ma che rischia di saltare nel momento in cui si materializza la variabile più temuta dall'Inter: l'asta.
IL RISCHIO ASTA - Per la dirigenza interista, lo scenario peggiore non è il mancato accordo con l'Atalanta, ma l'ingresso di un terzo incomodo che obblighi i bergamaschi ad alzare ulteriormente le pretese. Ed è esattamente quello che sta accadendo: la proprietà dell'Atalanta non ha mai nascosto di gradire una situazione di concorrenza, consapevole che il profilo di Palestra — terzino destro della nazionale italiana, giovane e già pronto per il salto europeo — attira l'interesse di molti club. Più pretendenti significano più margine negoziale, e il club bergamasco sa bene come si gioca questa partita.
MARESCA CHIAMA PALESTRA - La prima grande squadra estera pronta a farsi avanti sul serio ha un nome di peso: il Manchester City. Enzo Maresca, prossimo papabile allenatore degli inglesi, avrebbe già indicato il laterale bergamasco come un investimento prioritario per costruire la sua squadra. Non è un interesse generico: il City aveva già tenuto d'occhio Denzel Dumfries, segno che la ricerca di un terzino destro di livello è concreta e strutturata. Palestra incarna esattamente il profilo cercato: giovane, dinamico, capace di abbinare qualità difensiva e proiezione offensiva.
SCENARIO RIBALTATO - L'eventuale ingresso del Manchester City cambierebbe radicalmente le carte in tavola. I Citizens non avrebbero difficoltà ad accontentare la richiesta dei Percassi, e a quel punto l'Inter si ritroverebbe con un doppio problema irrisolto: non solo perdere il giocatore che aveva identificato come successore ideale di Dumfries, ma dover ricominciare da capo la ricerca di un profilo altrettanto valido per quella posizione. Colmare il vuoto lasciato da Dumfries sarebbe già un'impresa; farlo senza Palestra diventerebbe un rebus complicatissimo da risolvere in tempi brevi.
L'Atalanta intanto aspetta, consapevole che il tempo — e la concorrenza internazionale — lavorano a suo favore. Per l'Inter, ogni giorno che passa senza un rilancio è un giorno in meno per chiudere l'operazione prima che qualcun altro butti giù la porta.
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