Pisacane lo ha reinventato, Sarri lo studia: ecco perché Gaetano piace all'Atalanta
È italiano, ha qualità da regista e nel pieno della maturità calcistica. Tre ragioni che bastano a spiegare perché Gianluca Gaetano sia entrato nella lista dell'Atalanta per il ruolo più delicato del nuovo corso targato Maurizio Sarri: quello del playmaker. Il numero 10 del Cagliari ha vissuto una stagione in costante crescendo, dimostrando di saper stare dentro a un progetto da protagonista, di reggere i momenti difficili e di trascinare i compagni. Esattamente il tipo di giocatore che il nuovo tecnico nerazzurro reclama per la sua cabina di regia.
L'INTUIZIONE DI PISACANE - La svolta della sua stagione — e forse della sua carriera — Gaetano la deve sia alle proprie qualità sia all'intuizione di Fabio Pisacane. L'allenatore del Cagliari, dopo averlo utilizzato da trequartista fino a metà gennaio, lo ha arretrato di una ventina di metri. Dalla partita interna vinta 1-0 contro la Juventus, Gaetano ha abbassato il proprio punto di partenza: non più alle spalle della punta, ma collettore del gioco in mezzo al campo. La sua metamorfosi in regista ha completamente ridisegnato il suo profilo di mercato, trasformando una mezzala tecnica in un direttore d'orchestra capace di gestire i tempi e costruire dal basso con una pulizia che in Serie A pochi possiedono.
I SISTEMI A CONFRONTO - Pisacane faceva giocare il Cagliari con il 3-5-2: un centrocampo a tre come quello che Sarri predilige, ma più protetto da due esterni a cui era affidato anche il compito di coprire le spalle sulla fascia di competenza. Nel 4-3-3 di Maurizio Sarri il regista sarà invece chiamato a muoversi su linee differenti: sempre al centro di una mediana a tre, ma con tre attaccanti da attivare e due mezzali da accendere a intermittenza. Un contesto diverso, più offensivo, che richiederebbe a Gaetano un adattamento ulteriore. Ma le qualità ci sono tutte, e a Bergamo lo sanno.
I MOTIVI DEL SÌ - Oltre alle qualità tecniche, gioca a favore di Gianluca Gaetano anche il passaporto. Alla famiglia Percassi il blocco azzurro piace e rappresenta un punto di partenza che la dirigenza vorrebbe continuare ad alimentare. Gaetano è nato nel 2000, a maggio ha compiuto 26 anni ed è nel pieno della carriera. Cresciuto nel Napoli, ha esordito in prima squadra con Carlo Ancelotti a soli 19 anni, collezionando presenze in campionato, Champions League e Coppa Italia con la società della sua città. Nel 2022-23 ha persino conquistato lo Scudetto con i partenopei – come ricorda La Gazzetta dello Sport –. Poi il talento è uscito dai confini napoletani, e nel mercato invernale del 2024 il Cagliari è stato il club più perspicace nel puntare su di lui: prestito di un anno e mezzo, poi il riscatto la scorsa estate per circa 6 milioni.
LA VALUTAZIONE E LO SCENARIO - Il club di Tommaso Giulini ha creduto in Gaetano prima e più di tutti, e lui ha ripagato la stima con prestazioni di valore e spirito vincente. Un'operazione al menisco laterale del ginocchio sinistro lo ha forgiato senza limitarlo. Adesso il Cagliari non ha intenzione di cederlo: l'ipotetica valutazione si aggira sui 20 milioni di euro. L'Atalanta, dal canto suo, lo segue da vicino, anche se la trattativa potrebbe non entrare nel vivo immediatamente: prima si valuterà lo scenario legato ad Ardon Jashari del Milan, poi si capirà quale strada percorrere. Ma Gaetano è già lì, in cima alla lista. Per ora è un'idea. Vedremo se diventerà qualcosa di più concreto.
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