Atalanta a tutto scouting: la ricerca del talento (al di là dei nomi) per ritornare grandi
Sarri, Giuntoli e l'Atalanta che ora è pienamente concentrata sul mercato e sulla costruzione della squadra 2026/2027. Nuova linfa, freschezza, giovinezza, ma soprattutto la “spezia” più importante (e al tempo stesso tradizionale) che non deve mai mancare: lo scouting, arte pura della società bergamasca che, seppur possa sembrare scontata, sarà invece la base integrante per questa nuova era nerazzurra.
Partiamo in primis dai nomi concreti. Raskin osservato, Gaetano piace molto a Sarri, Jashari intriga ma la pista ad oggi è fredda. Il minimo comune denominatore? Una figura basata principalmente sulle caratteristiche tecniche: che passa dal famoso regista a tutti i ruoli in cui la Dea interverrà. Certo, è chiaro che l'Atalanta non può permettersi sempre la cosiddetta "scatola misteriosa", in quanto l'esperienza e una buona parte di curriculum contano soprattutto in ottica europea. Tuttavia in un percorso di rifondazione tra ambizione e volontà, il "nome" passerà in secondo piano a fronte dell'individuazione del talento, dei margini di miglioramento e soprattutto della voglia di essere un "giocatore da Atalanta".
Nel 2022, ultimo anno zero della Dea, è proprio da questi punti che si è ripartiti, con lo scouting che ha costruito la base per il 22 maggio: la conseguenza di un percorso che parte dal basso all’insegna del duro lavoro (e che nel corso della storia atalantina si è sempre visto). Nel mezzo la progettualità: dal duo Percassi-Pagliuca al grande binomio Giuntoli-Sarri, nel quale l'allenatore verrà ascoltato e accontentato. L'unione fa la forza, l'Atalanta negli anni è cambiata, ma certe volte serve "tornare alla vecchia scuola" per maturare e ritornare sempre più grandi.
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