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Il centrale che non c'è: la scelta estiva e il conto di ottobre

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Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com
Oggi alle 22:00Primo Piano
autore Redazione TuttoAtalanta.com
19.10.2026 22:00Primo Piano
Quattro difensori fuori in due settimane, un ragazzo di vent'anni all'esordio e una società che in estate aveva deciso di non comprare. Col senno di poi è facile; capire perché è più utile

Proviamo a immaginare un'altra estate. L'Atalanta prende un quarto centrale di esperienza, uno di quei nomi circolati tra agosto e settembre, e lo mette in rosa alle spalle di Scalvini, Hien e Kossounou. Ottobre arriva lo stesso, con i suoi infortuni e il suo calendario, ma a San Siro, quando Kolašinac si ferma al ventesimo, in panchina c'è un uomo che ha già visto cento partite di Serie A. Il rigore di Obrić forse non succede, il 3-0 forse neppure. Forse.

È l'esercizio che molti stanno facendo in queste ore, e ha un difetto evidente: è retroattivo. In estate la società spiegò la scelta con chiarezza, indicando nella crescita di Obrić una delle ragioni per non spendere; e aveva ascoltato anche altri consigli, come quello di Magallanes, che da Buenos Aires suggeriva un nome. Nessuno poteva prevedere che quattro centrali si fermassero nello stesso mese, nello stesso reparto, tra ricadute e lesioni. Il problema non è il numero di infortuni, è la loro concentrazione.

Eppure una lezione resta. Una squadra costruita per cambiare pelle, con un allenatore che chiede ai difensori movimenti nuovi e un calendario da diciotto partite in due mesi, aveva bisogno di margine più di qualsiasi altra. Il margine in difesa non c'era, e il conto lo hanno pagato un ragazzo sloveno all'esordio e un tecnico costretto a chiamare la seconda squadra un mese prima del previsto. Hien, che resta dentro il percorso di Hien tra terapie e palestra verso novembre, e Kossounou torneranno; ma le partite di qui ad allora non si rigiocano.

Sarri ha scelto la risposta più sana: niente lamenti, i giovani in campo. È la scelta giusta per i prossimi quindici giorni. Non può essere la scelta per gennaio. La finestra invernale è il momento in cui la società può correggere la rotta senza rinnegare il progetto: un centrale pronto, non una promessa, per arrivare a febbraio con tre partite a settimana e una difesa che non dipenda dalla fortuna.

Il centrale che non c'è ha un costo, e si è visto a San Siro. Il centrale che ci sarà, a gennaio, è la decisione che dirà se la lezione di ottobre è stata capita.

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