Krstović, l'anima combattiva da cui l'Atalanta deve ripartire
Redazione TuttoAtalanta.com
Nikola Krstović è diventato il simbolo dello spirito che l'Atalanta vorrebbe ritrovare. In un avvio di stagione segnato da alti e bassi, il centravanti montenegrino rappresenta meglio di chiunque altro l'identità più autentica del club: impegno totale, generosità e la capacità di non arrendersi mai.
I NUMERI DI KRSTOVIĆ - Il bilancio in campionato è già significativo: quattro reti e un assist in sette partite, un rendimento sotto porta che ne fa il riferimento offensivo della squadra. Ma le statistiche raccontano soltanto una parte del contributo del numero 90. Il montenegrino si è sempre distinto per un'indole da outsider, lontana dall'immagine del centravanti che attende di essere servito: il pallone lo va a cercare, lo contende, lo riconquista e da lì costruisce le azioni.
UN MODELLO DI ATTEGGIAMENTO - È proprio questa la lezione che, secondo l'analisi di TuttoMercatoWeb, la squadra dovrebbe fare propria in un momento in cui l'approccio alle partite è il primo aspetto da migliorare. Anche lui sbaglia, come chiunque, ma non si risparmia mai nella battaglia: l'errore è accettabile, la mancanza di sacrificio no.
LA PROVA DI SAN SIRO - La partita contro il Milan ha mostrato in pieno la sua leadership silenziosa. In la sfida contro i rossoneri ha mancato diverse occasioni, ma ha continuato a provarci fino a trovare il gol, con la stessa determinazione di sempre e senza mai lasciarsi condizionare dal punteggio. Mentre l'Atalanta faticava, lui è stato tra i pochi a crederci davvero. E al fischio finale le lacrime di rabbia hanno raccontato il resto: quelle di chi ha dato tutto, esattamente come avrebbe dovuto fare l'intera squadra, al di là del valore dell'avversario.
LA STRADA DA SEGUIRE - Bel gioco o no, senza fatica non si vince. Krstović lo dimostra ogni domenica, e l'Atalanta farebbe bene a seguirne l'esempio.
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