Quattro gol non bastano: la Dea che segna come una grande e difende come una piccola
Redazione TuttoAtalanta.com
Ci sono pareggi che sanno di vittoria e pareggi che sanno di sconfitta. Il 4-4 con il Frosinone non appartiene a nessuna delle due categorie: è un pareggio che sa di se stesso, di una squadra che segna quattro gol in casa e non vince, che rimonta due volte e si fa riprendere, che produce come una grande e concede come una piccola. I fischi finali della New Balance Arena raccontano la seconda metà della frase; la prima la raccontano i gol.
Il punto di partenza è il venticinquesimo secondo, quando un errore di Éderson regala a Schmid il vantaggio. Da lì l'Atalanta ha fatto tutto quello che una squadra in difficoltà deve fare: ha reagito, ha pareggiato, è andata sotto di nuovo, ha ribaltato, è andata avanti di uno e poi di nuovo, con Krstović a trascinare e Elmas a chiudere. Ma a ogni passo avanti è corrisposto un passo indietro, e all'82' il terzo assist di Ghedjemis ha fissato il conto. Non è la prima volta: era già successo nella ripresa col Venezia e nel finale di Amsterdam, come racconta la Dea che pedala per 87 minuti e fora all'ultima curva.
Sarri ha detto che il risultato va accettato, visto il momento, e ha ragione sul momento: tre o quattro partite in dieci giorni, otto assenti, una squadra più stanca di un Frosinone fresco e fastidioso. Ma il momento spiega la stanchezza, non i due gol regalati. Quelli sono errori di concentrazione, e la concentrazione non ha bisogno di gambe.
Il paradosso è che la difesa, nel frattempo, era cresciuta: ottantasei minuti senza subire ad Amsterdam, i segnali raccontati ne i segnali di crescita nella fase difensiva. Ieri sono spariti in un pomeriggio, perché contro una squadra che riparte ogni volta che perde palla, la linea alta diventa un'autostrada. E la Dea, che quest'anno non ha ancora pareggiato una partita per scelta, ha pareggiato questa per incapacità di gestirla.
Quattro gol sono tanti, e in un'altra giornata sarebbero bastati. Oggi dicono soltanto che l'attacco è pronto, e che il resto della squadra deve raggiungerlo. Giovedì a Firenze la Fiorentina è a quattro punti: è il momento di vincere una partita senza doverla rimontare.
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