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Giuntoli scuote l'Atalanta: "Dobbiamo reagire da ora in poi"

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Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com
Oggi alle 18:35Primo Piano
autore Redazione TuttoAtalanta.com
05.11.2026 18:35Primo Piano
Il ds prima del Kairat Almaty: il ritiro come terapia di gruppo, l'emergenza con quindici uomini e i rientri attesi per l'Inter dopo la sosta
Federico De Luca 2026
Federico De Luca 2026

Cristiano Giuntoli ci mette la faccia nel momento più complicato dell'Atalanta. A ridosso della sfida di Conference League contro il Kairat Almaty, il direttore sportivo nerazzurro si è concesso ai microfoni di Sky Sport, disegnando il ritratto di una squadra ferita e decimata, ma decisa a ritrovarsi partendo dall'unità del gruppo.

IL RITIRO DOPO IL PARMA - Il primo bilancio riguarda il ritiro scattato all'indomani del ko con il Parma, e il verdetto del dirigente è senza esitazioni: «Intanto ci ha fatto bene: siamo stati insieme e abbiamo parlato non solo di calcio». Giorni di convivenza trasformati in un'occasione per ricucire i rapporti, più che in una misura punitiva. Ed è proprio la compattezza il filo conduttore che Giuntoli riprende a più riprese: «Sappiamo che possiamo aiutarci da soli e che stare insieme ci dà forza». Un messaggio rivolto tanto allo spogliatoio quanto all'ambiente.

EMERGENZA INFORTUNI ATALANTA - Il ds non nasconde la gravità del quadro e lo sintetizza con una fotografia impietosa: «È un momento delicato, abbiamo avuto tante assenze, siamo in 15 e stiamo affrontando l'ottava gara in pochi giorni». Cifre che spiegano, meglio di qualsiasi analisi tattica, la fatica di queste settimane. Dentro un calendario che definisce senza mezzi termini un ciclo «tremendo», Giuntoli difende però l'atteggiamento dei suoi: tra prove convincenti e serate storte, rivendica che «l'impegno sinceramente non è mai mancato».

IL KAIRAT E I DIVARI - Sulla carta il confronto con i kazaki è impari, con un valore di rosa che non regge il paragone con quello nerazzurro. Ma il dirigente rifiuta di aggrapparsi alle gerarchie: «In questo momento non pensiamo ai divari tecnici, né da una parte né dall'altra: pensiamo a noi stessi». Il problema, nella sua lettura, è altrove, ed è legato alla rivoluzione estiva: «Quando si ricomincia tutto da zero probabilmente si perde un po' l'orientamento, e noi dobbiamo ritrovarlo alla svelta». Un'ammissione che fotografa il cantiere ancora aperto: lo smarrimento è fisiologico, i tempi per uscirne no.

RIENTRI IN VISTA DELL'INTER - Lo sguardo si allunga al 22 novembre, quando dopo la sosta arriverà l'Inter. Nessuna illusione di una rosa al completo per Maurizio Sarri: «Credo proprio di no: ci sarà ancora Scalvini o qualcun altro un pochino indietro, ma sicuramente rientreranno 4-5 ragazzi che ci daranno una mano». Dunque Giorgio Scalvini resterà ancora ai margini, ma il tecnico potrà contare su un'iniezione di forze fresche proprio nel momento in cui il calendario tornerà a farsi pesante.

LA LEZIONE DEL PARMA - Il ds torna anche sulla serata del Parma, di cui salva la prima frazione, prima di individuare con precisione il punto di rottura: «Un gol subito che ci ha tagliato le gambe e a cui non abbiamo reagito dal punto di vista morale». È qui che il discorso si fa appello, ed è la frase che dà il senso all'intera uscita: «Dobbiamo reagire da ora in poi». Non una critica alla squadra, ma la richiesta di una solidità mentale che finora è mancata.

UNA GARA ALLA VOLTA - Nessuna fuga in avanti, nemmeno con l'impegno di domenica già all'orizzonte. La priorità, per Giuntoli, ha un solo nome: «Intanto pensiamo a stasera: dobbiamo fare una gara alla volta». Una linea di prudenza che riflette il momento: con le energie contate, disperdere attenzione sarebbe un lusso che l'Atalanta non può permettersi.

Il messaggio della società è chiaro: compattezza prima di tutto. Ora tocca al campo trasformarlo in risposte.

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per Tuttoatalanta.com

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