Atalanta, Palladino: "Scamacca e Krstovic insieme sì, ma non dal primo minuto. Magari in futuro"
Raffaele Palladino, tecnico dell'Atalanta, ha incontrato i giornalisti nella sala stampa del Signal Iduna Park e risposto alle varie curiosità dei giornalisti alla vigilia della sfida al Borussia Dortmund:
Qual è l'obiettivo di questa partita, si gioca sui centottanta minuti quindi si punta soprattutto, credo, a tenerla aperta in vista del ritorno, fare il meglio possibile ma con un occhio al fatto che il ritorno lo giocherete in casa.
"Beh è chiaro che sappiamo che ci sono due partite a disposizione quindi si ragiona anche centottanta minuti ma non bisogna mai pensare alla prossima, bisogna pensare a questa, a quella di domani sera che è una partita sicuramente difficile contro una squadra forte, sappiamo che hanno grande individualità, che sono secondi in classifica in Bundesliga, a 6 punti dal Bayern, fanno tanti gol, è una squadra di grande individualità ma noi vogliamo essere competitivi, vogliamo cercare di mettere in difficoltà il Borussia con la mentalità giusta, abbiamo entusiasmo, stiamo bene fisicamente, abbiamo avuto poco tempo per preparare questa gara ma ho visto grande concentrazione da parte dei ragazzi, grande entusiasmo e quindi bisogna andare in campo leggeri, sfrontati con la personalità che abbiamo e cercare di giocarci la partita".
Come sta Scamacca, domani può tornare a giocare titolare?
"Gianluca sta bene, ha recuperato appieno, il piccolo infortunio che aveva avuto ovviamente prima della partita contro la Cremonese nella rifinitura è alle spalle e quindi ha recuperato, sta bene a disposizione come sono a disposizione tutti quanti gli altri, Krstovic, Sulemana, sapete che abbiamo come infortunati De Ketelaere e Raspadori, però un attacco abbiamo scelte giuste, oggi nella rifinitura ho provato due tre soluzioni, vediamo domani".
Venite da un 2026 in Italia praticamente perfetto, rasenta la perfezione, nessuna sconfitta, mentre in Champions ci sono queste due sconfitte che hanno chiuso la prima fase, quindi le volevo chiedere quali sono gli elementi principali che vorrebbe rivedere domani sera e anche poi al ritorno da prendere dall'Italia e metterli in Europa:
"Siamo stati bravi a spingere molto sull'acceleratore dopo la sconfitta con l'Inter, sapevamo che era mese decisivo, con un febbraio molto complicato, ma abbiamo fatto un grande percorso, in campionato abbiamo raggiunto grandi obiettivi e acquisito anche una consapevolezza, tanta autostima, tanta personalità, siamo cresciuti molto e ovvio che in Champions abbiamo perso le due partite col Bilbao e con l'Union, però a mio avviso col Bilbao era stata fatta un'ottima prestazione, poi abbiamo avuto quel blackout di dieci minuti che ci ha compromesso il risultato. Poi con l'Union c'è stato un passo falso, però a mio avviso la mentalità che deve avere la squadra è questa, quella che sta avendo nell'ultimo periodo, quella che che stiamo mettendo sempre dentro, mi interessa che domani la squadra vada in campo con personalità, con fame, ma soprattutto con leggerezza, con leggerezza e sfrontati, perché in queste partite bisogna essere bravi ad andare in campo con questo mix, perché affrontiamo una squadra forte, perché noi dobbiamo essere bravi a giocarci la partita, vogliamo essere competitive, quindi sappiamo che non sarà facile, ma dobbiamo avere questa mentalità".
Nelle due opzioni che hai provato c'è anche quella con Scamacca e Krstovic in campo o è un po' troppo presto per vederle insieme magari con Mario alle spalle?
"Quella potrebbe essere una soluzione futura con Kristovic e Gianluca, ma attualmente non è una soluzione per partire dall'inizio perché questa squadra è stata formata, è stata costruita per giocare anche con dei trequartisti, altrimenti toglierei tanto spazio a tanti trequartisti che abbiamo, De Ketelaere, Samardzic, Raspadori, Sulemana, Zalewski in questo caso, adesso abbiamo aggregato con noi Vavassori dall'Under 23, un ragazzo molto interessante, quindi ad oggi sappiamo che possiamo giocare o con un trequartista e con due attaccanti un po' più larghi oppure con due trequartisti e una punta davanti".
Qual è la difficoltà principale nel ritornare a una sfida tra andata e ritorno?
"Io credo che la difficoltà è stata preparare questa gara perché abbiamo avuto un solo giorno a disposizione, il Borussia ha avuto un giorno più di noi, noi invece un giorno in meno e sicuramente preparare questa gara così importante e avere poco tempo non è facile, però ho visto i ragazzi molto concentrati, molto attenti a quello che abbiamo proposto oggi, al piano gara e sono sicuro che domani faremo un'ottima prestazione, per noi passaggio del turno dobbiamo ragionare su due partite indubbiamente, però vogliamo confrontarci, vogliamo capire il nostro livello, sappiamo che il loro livello è molto alto, però è un sogno per noi poter arrivare agli ottavi di finale e vogliamo cercare con tutte le nostre forze, con tutte le nostre armi di raggiungere questo sogno".
L'allenatore del Borussia Dortmund ha detto che sui centottanta minuti dà il 50% di possibilità di passare, volevo sapere se lei starebbe sulla stessa percentuale considerato il buon momento da cui arriva l'Atalanta, ma anche il super momento del Borussia?
"Io non amo le percentuali, so solo che affrontiamo una squadra che è in salute, una squadra che sta bene fisicamente, una squadra che sta raggiungendo grandi risultati in campionato, sono secondi, una squadra di grande individualità, forti davanti, in mezzo al campo, sanno giocare dentro, sanno attaccare la profondità, sono molto verticali anche, quindi le percentuali per noi non contano, conta quello che andremo a proporre domani, quello che vogliamo fare domani in campo, sapendo che ci sono due partite a disposizione, sappiamo che giochiamo fuori casa, è uno stadio molto molto infuocato e poi giocheremo in casa nostra. Ma ho visto la squadra molto concentrata, quindi sono sicuro che domani metteremo in difficoltà il Borussia".
Lei sta facendo risultati eccezionali, adesso noi aspettiamo la possibilità di dire che questa squadra gioca un calcio eccezionale, perché si comincia a dire, con questi risultati, quando cominciamo anche a giocare bene bene, chissà dove arriviamo, quanto tempo serve ancora per vedere il calcio del Monza del secondo anno.
"Io sono un perfezionista, cerco sempre del miglioramento della squadra, cerco sempre quello che bisogna migliorare e quello che non è stato fatto bene nelle partite e quindi mi piace che la squadra riesca a crescere sempre, è ovvio che da quando sono arrivato, sono tre mesi, abbiamo avuto poco tempo per lavorare una settimana tipo, forse due settimane abbiamo avuto a disposizione e sono state tutti piani gara, recupero, si gioca, recupero, si gioca, recupero, si gioca. È difficile da trovare il miglioramento, quindi ci sono tanti video, ci sono pochi allenamenti sui nostri principi di gioco, ma mi piacerebbe che la squadra giocasse meglio, ma ci arriviamo. Io credo che la squadra stia crescendo sotto tanti punti di vista, sia mentale, fisico, tecnico, di compattezza, di difendere insieme, di attaccare insieme, abbiamo raggiunto degli ottimi risultati anche in fase offensiva perché abbiamo fatto anche tanti gol, abbiamo preso pochi gol, quindi sono tutti aspetti che vanno nell'insieme, poi giocare bene, giocare male, la linea è sottile, a me interessa vincere, portare la squadra a vincere, poi se si gioca anche bene è ovvio che siamo tutti quanti felici, però per giocare bene c'è bisogno anche di tempo".
Domani sera sull'altra panchina troverà il suo ex compagno di squadra, cioè Robert Kovac alla Juventus. Lei è al Palladino di 20 anni fa, cosa direbbe? Quel Palladino che si apprestava a entrare nei ranghi della Juve, cosa direbbe pensando che oggi ritrova un suo ex compagno che ha avuto una carriera straordinaria come Kovac in una partita di un play-off di Champions League?
"Intanto sono felice di ritrovare Robert che ha condiviso con lui lo spogliatoio della Juventus e sono molto felice di incontrarlo domani. Io all'epoca ero giovanissimo, avevo quasi 21 anni e lui era già in Nazionale, un giocatore importante. Insomma sono passati tanti anni. Cosa direi? Che è stato bello questo percorso da calciatore e adesso sono innamorato di questo lavoro, un lavoro che mi sta dando grandi soddisfazioni, grandi gratificazioni ma la gratificazione più bella è quella di vedere la squadra che si è ripresa, sta bene, sta giocando, hanno entusiasmo, sono felice a stare insieme, sono coesi, sono compatti e chiunque va in campo sa cosa fare e riesce ad esprimersi al 100%, questa è la gratificazione più importante per un allenatore".
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