Ahanor, simbolo di un’Atalanta che deve ripartire dai giovani per il 2026/2027
Che l’Atalanta stia attraversando un momento difficile è ormai chiaro a tutti, dove si percepisce un mix di fattori: calo fisiologico, aria di fine stagione e un’intensità che a questa squadra manca da diverso tempo. Tuttavia la Dea non è priva di punti fermi da cui ripartire, soprattutto quelli che sotto un profilo simbolico rappresentano ciò di cui l’Atalanta ha bisogno per il 2026/2027: giovinezza, fame, voglia di imparare e, soprattutto, con l’obiettivo praticamente di vincere.
Honest Ahanor è tornato titolare contro il suo ex Genoa dopo ben due mesi, ma la sua energia non ha mai perso d’intensità. Il numero 69 atalantino è tra quei giocatori che hanno saputo aspettare e cogliere ogni singola opportunità concessa: indipendentemente che si tratti del primo minuto o di brevi spezzoni, la sua priorità è dare una mano alla squadra attraverso ogni gesto tecnico cercando di imparare in ogni singolo dettaglio.
Abile in marcatura e nei recuperi, dove a spiccare sono soprattutto la sua fame e la capacità di essere sempre propositivo durante la fase di manovra, supportando centrocampisti ed esterni per attaccare con determinazione. I numeri parlano chiaro: 15 palloni intercettati, 30 rubati, 81 duelli vinti e l’89% di passaggi riusciti. Nel mezzo l’essere uno dei diciottenni in campo che tiene alto il livello di un campionato italiano che ha un estremo bisogno di ripartire dai giovani nazionali.
Un percorso che ovviamente ha compreso anche degli errori, dove però la maturità sta nel saperli accettare per imparare qualcosa di nuovo: grazie anche a un gruppo di leader che lo ha preso sotto la propria ala. Basta pensare all’espulsione di Como, dove sia Palladino che i compagni sono riusciti a gestirlo, favorendone l'apprendimento e la crescita in vista del futuro.
Nel mezzo la solita grande personalità e umiltà nella cultura del lavoro che lo hanno portato fino in Serie A: ricordarsi le proprie origini per non perdere mai la voglia di crescere, senza peccare di presunzione. Un messaggio che l’Atalanta deve fare proprio per inaugurare un nuovo ciclo in vista della prossima stagione.
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