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Atalanta, Palladino alza la voce: l’ascesa di domani passa dal sacrificio di oggi

Atalanta, Palladino alza la voce: l’ascesa di domani passa dal sacrificio di oggiTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it

L'ultima vittoria casalinga dell’Atalanta risale ancora al 22 marzo 2026 contro il Verona, e la gara di ieri con il Genoa ha regalato un pareggio che serve a poco in termini di classifica, ma che era importante per quanto riguarda quell’intensità che nell’ultimo periodo è venuta a mancare, così come quel cinismo nei momenti chiave che risulta fondamentale.

Oltre a conservare il settimo posto, è chiaro che si stia guardando anche al 2026/2027 dove la parola “rivoluzione” (anche solo parziale) riecheggia tra i critici nerazzurri. A fronte di ciò però mister Raffaele Palladino ha voluto rimarcare un concetto chiaro e coerente con ciò che l’Atalanta dovrà fare oggi per costruire una buona base per il prossimo anno:

"Io ho bisogno di gente che mi dimostri di voler dare tutto per questa maglia. Quando vedo giocatori che si risparmiano, tendo a scaldare subito le riserve; oggi è successo a Raspadori dopo 15 minuti. Sono segnali, perché nessuno si deve sentire titolare o intoccabile: tutti devono dare il massimo. Mi fa arrabbiare vedere una squadra che si accontenta. Da qui alla fine saranno tutte valutazioni per il prossimo anno. Volevo ambire a qualcosa di più del settimo posto".

Un passaggio significativo in conferenza stampa dove viene citata l’Atalanta e il suo modus operandi degli ultimi anni: il mantra consolidato di Gasperini nella quale, indipendentemente dai curriculum, gioca chi è motivato e disposto a sudare la maglia. Certo, Palladino ha commesso alcuni errori (come tutti, poiché si vince e si perde insieme), soprattutto nel trasmettere la giusta intensità nelle ultime gare. Tuttavia emerge la volontà di programmare il futuro con l’obiettivo di costruire una squadra non solo competitiva, ma affamata e motivata a iniziare un nuovo ciclo: si è passati dal 13° posto al 7° in un momento di crisi, ma nonostante ciò il tecnico voleva fare di più.

Per parlare di futuro (su tutti quello di Palladino) occorrerà riunirsi intorno a un tavolo e prendere la decisione migliore per il club, ma al netto di un mese d’aprile tra alti e bassi, Raffaele Palladino ha mostrato di non volersi accontentare. Tutto ciò che è stato seminato in questa stagione di transizione, dovrà essere metabolizzato in vista del prossimo anno, dove l’Atalanta non dovrà mancare all'appuntamento con i grandi.

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