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Krstovic indica la via per l'Atalanta: grinta, sudore e la forza di rialzarsi dalle cadute

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Filippo Davide Di Santo
Oggi alle 06:45Serie A
autore Filippo Davide Di Santo
21.10.2026 06:45Serie A
Il grande esempio della punta atalantina in campo: errare è umano, esentarsi dalla lotta in campo no. L'Atalanta deve ripartire da lui
www.imagephotoagency.it
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Se da altre parti, anche in maniera abbastanza generica, si urla sempre “Noi vogliamo 11 leoni”, è giusto dire che all’Atalanta si debba fare un’affermazione molto simile che rappresenta appieno la realtà: “Noi vogliamo 11 Krstovic!”. Già, perché se c’è un giocatore che incarna davvero cosa significhi mostrare il vero DNA dell’Atalanta con quegli “occhi della tigre” è proprio il centravanti montenegrino. E non potrebbe essere altrimenti per ciò che fa vedere in campo.

Gol importanti, il carattere ancora di più

7 partite in campionato, 4 gol, 1 assist in campionato. Un bottino che certifica il grande inizio di Nikola Krstovic, ma che racconta solo la metà di ciò che sta dimostrando il numero 90 nerazzurro. Dall’altra parte si è sempre contraddistinto per un carattere da vero e proprio underdog, uno che non conosce la fatica né tantomeno pretese da centravanti servito e riverito. Krstovic il pallone non aspetta di riceverlo: lo azzanna pur di recuperarlo e costruire ogni singola azione. È il vero esempio del lottatore, il modello da cui un’Atalanta che deve migliorare sull’atteggiamento dovrebbe ripartire: sbagliare ci sta (e la punta non ne è esente), però non ci si può esentare dal sudare la maglia nerazzurra.

Vince chi si rialza dopo le cadute

La gara contro il Milan è l’esempio di quanto Krstovic possa essere considerato, a suo modo, un vero leader. Sbaglia occasioni, prova, riprova e alla fine segna con quella foga che lo ha sempre contraddistinto, senza mai farsi abbattere dal risultato. A fronte di un’Atalanta in difficoltà lui (insieme a pochi altri) era quello che ci credeva più di tutti. Emblematiche nel finale di partita le sue lacrime cariche di rabbia e fame di rivalsa: ha dato tutto in campo, esattamente ciò che tutta la squadra avrebbe dovuto fare al netto della forza dei rossoneri. L’Atalanta deve ripartire da qui, da quegli occhi della tigre che Nikola è sempre il primo a tirare fuori: bel gioco o no, non esiste vittoria senza sudore (quello che Krstovic non risparmia mai).

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