Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Papu Gomez e la squalifica per doping: "Ho dovuto ingoiare tanta merda, periodo orribile"

autore
Daniel Uccellieri
Oggi alle 00:12Calcio estero
autore Daniel Uccellieri
21.10.2026 00:12Calcio estero
L'argentino ripercorre la squalifica per doping e il difficile periodo lontano dal calcio: "Per due anni la mia vita si è completamente fermata".
Matteo Gribaudi/Image Sport
Matteo Gribaudi/Image Sport
Alejandro "Papu" Gomez intervistato da Cronache di Spogliatoio torna a parlare della lunga squalifica per doping e della sua nuova avventura alla Forte Virtus, club che milita nella seconda serie emiratina:

IL PERIODO PIÙ DIFFICILE

"Dopo il Mondiale, mi è caduto il mondo addosso. Sono stato squalificato per doping per aver provato uno sciroppo per la tosse di mio figlio. Il procedimento era già iniziato prima di volare in Qatar, ma mi tenevo tutto dentro. Continuavo a giocare con il Siviglia e la squalifica è arrivata dieci mesi dopo. Ho perso la Nazionale, ma quello che dovevo vincere, e in quel modo, lo avevo vinto. Quindi va bene così. Però è stato un periodo orribile. Non riesco ancora a capire come abbia potuto scontare due anni di squalifica per uno sciroppo per la tosse da bambini. Non riesco a togliermelo dalla testa. Ho dovuto ingoiare merda, per dirla tutta. Ma ho dovuto farlo. Non sapevo cosa fare: smettere, continuare o iniziare a fare altro. Non potevo nemmeno studiare per diventare allenatore, perché non mi permettevano di iscrivermi a causa della squalifica. Stessa cosa per diventare procuratore. In un certo senso, per due anni la mia vita si è completamente fermata. Ho chiesto aiuto a uno psicologo, cercando tutti gli strumenti possibili per uscire da quel periodo".

LA VOGLIA DI TORNARE IN CAMPO

"Durante la squalifica ho cambiato le priorità della mia vita, ma ho capito che volevo continuare a giocare a calcio. E che avrei scelto io quando smettere, quando chiudere. Per questo ho scelto il Forte Virtus. Siamo venuti varie volte in vacanza a Dubai con la mia famiglia e ci siamo chiesti: come sarebbe andarci a vivere? Ho già realizzato tutti i miei sogni: oltre 700 partite da professionista, un Mondiale, una Copa América, ho giocato in tutte le migliori competizioni del mondo. Però ho cominciato questo percorso, ad allenarmi e a cercare di stare bene, per vedere se potevo finire la carriera in campo. Alla fine, per fortuna, sono rientrato a Padova, dove ho giocato qualche partita. Mi sento ancora un calciatore. Avevo fatto tutto, quindi avrei potuto dire: 'Grazie, basta'. Però non volevo che finisse così, capito?"

Altre notizie