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L'appello di Gomez all'Atalanta: "Vorrei tornare e ricevere un applauso dallo stadio"

autore
Alessio Del Lungo
Oggi alle 19:22Serie A
autore Alessio Del Lungo
20.10.2026 19:22Serie A
Il Papu parla anche della rottura con Gasperini: "Un episodio. Ora non ho più rancore, è un fenomeno ed è il migliore che ho avuto".
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport
"Ho un ultimo desiderio, se penso all’Atalanta. Tornare a Bergamo e ricevere un applauso dallo stadio, magari com’è successo a Ilicic". Il Papu Gomez parla così a Cronache di Spogliatoio e chiede un ultimo tributo alla Dea e ai tifosi nerazzurri: "Quando me ne sono andato gli stadi erano ridotti a causa del Covid. Sono andato via da un giorno all’altro, perché era successo quel che è successo, in poco tempo. Non sono riuscito a giocare un’ultima partita lì, a salutare i tifosi. È una ferita. Anche se, dopo Siviglia, sono tornato a vivere a Bergamo e ogni giorno le persone mi hanno ricordato quanto affetto provassero per me. In strada, ovunque".

I retroscena

Gomez è tornato sull'addio all'Atalanta: "La scelta è stata diversa, dall’altra parte non c’era la volontà di sistemare le cose. Ma la mia prima scelta, la mia priorità, è sempre stata l’Atalanta. Sono contento di aver fatto pace con Gasperini a distanza di anni. Se ci pensate, in 5 anni insieme c’è stato solo quell’episodio. Che sì, ha significato rottura, ma è stato un caso isolato. Quante volte in un lavoro capitano incomprensioni? Gasp è il migliore allenatore che ho avuto in carriera. Un fenomeno, che mi ha fatto fare il salto di qualità. Non ho più rancore verso di lui, niente di personale".

Il rimpianto

Quando gli viene chiesto cosa cambierebbe, la risposta è scontata: "La Champions League del 2020. Vincerla… beh, un po’ troppo ambizioso, ma in una partita secca poteva succedere di tutto. Purtroppo siamo arrivati al limite: non avevamo più Ilicic, tanti infortunati. Sono uscito stremato, non avevamo cambi. Per il PSG invece è entrato Mbappé, che poi ha segnato. Contava anche avere la rosa più ampia e non era il nostro caso. Ma siamo arrivati a un passo dalla storia".

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