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Guadagnini: "Atalanta-Sarri? Dopo Gasperini è difficile per tutti i tecnici"

autore
Daniele Petroselli
Oggi alle 19:45Serie A
autore Daniele Petroselli
23.10.2026 19:45Serie A
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport
Il giornalista Fabio Guadagnini è stato ospite di Maracanà, trasmissione della radio di Tuttomercatoweb.com. E ha cominciato dal momento di Sarri all'Atalanta: "La mia prima sensazione è che il tempo ormai nel calcio non c'è. Quello che colpisce è che questa pazienza, che storicamente l'Atalanta ha avuto, anche qui comincia ad avere delle crepe. Entrare in una società che ha fatto un salto di qualità con Gasperini, chi subentra ha più da perdere che da guadagnare. L'asticella è talmente alta che diventa una sfida importante per tutti. A tratti si vede la qualità di gioco che tradizionalmente Sarri trasferisce alle sue squadra, ma quando fai un calcio sbilanciato ti esponi ad alti e bassi. La qualità c'è, la squadra mi sembra ancora attiva ma manca la capacità di proteggersi. E se non arrivano i risultati serve giocare non 50-60 minuti di qualità ma farne 90. C'è da capire se in un organico come quello, compreso lo staff, sono all'interno del progetto e condividono la visione del tecnico. E' l'elemento su cui puoi riflettere poi sugli inciampi che possono creare certe perplessità. E' il quotidiano, conoscerlo, che ti fa capire se proseguire o meno. Ci sono molti allenatori che per la storia, le personalità e la visione che hanno non si adattano a quanto trovano nel club. Essere resilienti è capire la difficoltà ed essere capaci di adattarsi. Sarri non è empatico, dice quello che pensa ed è forse anche il bello di Sarri, la sensazione è che parliamo di figure talmente forti che non si adattano alle situazioni. Gattuso mi disse che quando andò a Sion capì che si doveva adattare lui a loro, sennò non avrebbe retto. E in quel modo è riuscito a integrarsi nel gruppo".

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