Marani: "Dopo tre Mondiali saltati bisogna ripartire dai vivai. I giovani vanno aiutati"
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Daniel Uccellieri
Daniel Uccellieri
Fonte: Ivan Cardia
Oggi alle 19:38Serie A
autore Daniel Uccellieri
23.10.2026 19:38Serie A
Marani rilancia la riforma Zola per valorizzare i vivai: "Dopo tre Mondiali saltati bisogna rimettere in moto il sistema".
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Matteo Marani, presidente della Lega Pro, ha preso la parola a margine del convegno "Il futuro in gioco" organizzato dalla LND a Ferrara. Di seguito le sue parole raccolte da TMW.
Presidente, a Ferrara si discute del futuro del calcio italiano partendo dai giovani. Qual è il cambiamento più urgente per valorizzare i talenti che crescono nelle squadre dilettantistiche? E quanto può essere d'aiuto la riforma Zola?
"Intanto voglio ringraziare la Lega Nazionale Dilettanti e il suo presidente Giancarlo Abete per averci invitato a parlare di un progetto a cui teniamo molto come Lega Pro e che portiamo avanti da tre anni. È un progetto che riguarda soprattutto la valorizzazione dei vivai, ancora prima dei giovani, che sono naturalmente il prodotto e il frutto del lavoro dei settori giovanili. L'idea è che il vivaio torni a essere centrale per una società di calcio. Per alcuni anni si è perso di vista questo aspetto, o comunque non lo si è curato con l'attenzione che meritava. Questo ha probabilmente creato dei ritardi e rallentato il lavoro sui settori giovanili. Con la riforma Zola abbiamo cercato di rimettere in moto il sistema, incentivando l'utilizzo di ragazzi cresciuti nei vivai delle nostre società in Serie C.
È un processo complesso, perché fare settore giovanile significa avere impianti, un tema particolarmente delicato in Italia, e poter contare su insegnanti ed educatori. Chi lavora con i giovani deve avere anche attenzione pedagogica e una sensibilità particolare. Abbiamo cercato di stimolare il movimento per sostenere i vivai.
Le ragioni sono due: contribuire al rilancio del calcio italiano, che ne ha bisogno. Dopo tre Mondiali saltati è evidente che qualcosa vada rivisto. La seconda ragione è quella di dare alle società una missione che le renda più sostenibili economicamente. Valorizzare i giovani cresciuti internamente permette anche di controllare meglio i costi".
Questo può avvenire senza interferire con la qualità dei campionati?
"L'importante è inserire giovani di qualità, avere il coraggio di credere in loro, aspettarli e aiutarli a crescere. Questo è un Paese che non sempre sostiene i giovani a tutti i livelli, mentre il calcio dovrebbe rappresentare un esempio. Ho visto recentemente un dato: abbiamo in Serie A un numero di Under 21 pari a circa un terzo di quello della Spagna. Nella scorsa stagione i giocatori italiani Under 21 in Serie A erano 28, mentre all'estero, per esempio in Francia, erano circa 50 Under 18. In questo momento siamo in difficoltà e dobbiamo rimettere in moto il sistema".
La Lega Pro farà da ponte in questo contesto. Quanto è importante la collaborazione con la Serie D per creare una filiera?
"La filiera è molto importante ed è uno dei motivi per cui abbiamo scelto di partecipare a questa giornata. Collaboriamo quotidianamente con tutto il mondo dilettantistico e con la Lega Nazionale Dilettanti, a partire dal presidente Giancarlo Abete. Spesso le squadre che salgono dalla Serie D arrivano in Lega Pro, mentre quelle che retrocedono dalla Lega Pro finiscono in Serie D. Sono campionati vicini, collegati tra loro. Più riusciamo a lavorare in filiera e in maniera sinergica, più possiamo ottenere risultati. La Serie D e la Lega Pro rappresentano la grande base della piramide del calcio italiano: se questa base riesce a produrre e a crescere, ne beneficia tutto il movimento".
Fonte: Ivan Cardia
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