De Angelis: "Ho visto un Avellino molle e impaurito. A Catanzaro non ha nulla da perdere"
L'ex attaccante dell'Avellino, Gianluca De Angelis, protagonista nella promozione in B dei lupi nel 2013, ha parlato ai microfoni de Il Mattino: «Ho visto diverse partite dei lupi, soprattutto le ultime. Ho visto un atteggiamento un po’ molle, impaurito e troppi errori dei singoli che sono il segno di un malessere generale, al quale si è unita anche tanta sfortuna. Come si esce dal tunnel? Prima di tutto con un cambio di mentalità. Bisogna affrontare ogni partita come se fosse l’ultima, come se l’obiettivo fosse la salvezza, l’evitare i play out e non la conquista dei play off. Se uno pensa di essere bello, bravo ma sfortunato non va da nessuna parte. Se invece acquista un po’ più di cazzimma, unita ad una mentalità di sacrificio e battaglia, con la giusta dose di fiducia, tutto diventa possibile.
Al Ceravolo l’Avellino non ha nulla da perdere: affronta la capolista che in casa ha vinto 15 gare su 15, con Iemmello che da solo ha fatto 21 gol, 10 in meno di tutte quelle fatte dall’intera rosa biancoverde. I numeri sono impietosi, il calcio è bello e affascinante proprio perché spesso li ribalta e fa accadere cose inimmaginabili. E poi queste sono partite che ogni giocatore vorrebbe affrontare ogni domenica: si preparano da sole, senza grandi discorsi o ricerca delle motivazioni.
Rastelli e De Vito? Immagino che staranno malissimo: sono convinto però che le loro colpe sono minori rispetto a quelle della squadra. Rastelli è arrivato ad ottobre e ha ereditato una situazione difficile, potendo intervenire solo richiedendo qualche elemento nel mercato di gennaio. Discorso simile per De Vito che ad agosto ha dovuto ricostruire la rosa su indicazione della proprietà, operazione non semplice considerando i contratti da rispettare e il numero dei giocatori da sistemare. Ripeto ora tutti, dal titolare inamovibile all’ultimo panchinaro, devono prendersi le loro responsabilità e cambiare la rotta, modificando la mentalità.
Da attaccante non posso fare a meno che difendere la mia categoria. Marconi per me è un bomber di categoria superiore ma in queste ultime partite è stato servito poco e male. Non mi pare che abbia avuto dieci assist sbagliandoli tutti. Per quanto riguarda Trotta, sa Rastelli come posizionarlo in campo: questo discorso comunque vale per tutti, anche per i difensori che hanno commesso errori dei quali sono perfettamente consapevoli. Infine vorrei rivolgere un appello al pubblico: il malessere e la delusione sono giustissimi. Ma ora più che mai non bisogna assolutamente disunirsi e far sentire affetto e vicinanza a questi ragazzi».


