Marconi: "La doppietta all'esordio è stata stupenda, devo continuare così. La pressione mi piace, è uno stimolo in più". Sui tifosi e il numero 31...
Michele Marconi, nuovo attaccante dell'Avellino, si è raccontato a Prima Tivvù, al format un Lupo in Famiglia.
Queste alcune sue dichiarazioni: "Ad Avellino mi sto trovando bene. Il mio paese è Follonica, sono rimasto lì fino a 13 anni. Poi sono andato via per andare in un'altra società. Sono timido, me lo porto da quando ero bambino".
Un lavoro differente: "Non mi sono mai posto il problema, perchè andando via da casa e giocando sin da subito, ho pensato solo a quello. Ora magari, tra qualche anno, il problema si pone, per capire cosa fare in futuro, Non mi considero uno che ce l'ha fatta. Perchè questo appellativo lo do magari a chi gioca in Serie A per tanti anni, o la Serie B da alto livello. Io ho avuto qualche chance in Serie B, poi si sono parte le porte in C in altri club".
L'esordio in Serie A: "Con l'Atalanta ho avuto in inizio importante nella Primavera, facemmo un grande torneo di Viareggio, perdemmo contro l'Inter di Balotelli. Poi l'Atalanta quell'anno lì si salvò e le ultime 4 partite le giocai tutte e riuscii anche a segnare. Lì magari sembrava che si potesse aprire un mondo, invece non fu così".
Sui giovani: "Non è stato facile emergere, i primi anni di C ho fatto fatica, anche perché credo che in quegli anni aveva un livello molto più alto. Per un giovane, se non sei pronto, fai più fatica".
L'Alessandria nel 2013-14: "I primi due anni ad Alessandria sono stati ottimali, ho fatto più o meno 20 gol. Poi arrivarono due anni meno buoni, passai al Lecce. Poi tornai all'Alessandria con Marcolini in panchina e feci molto bene di nuovo".
Poi il Pisa: "Ho fatto 3 anni e credo siano i più importanti della mia carriera. Il primo feci 14 gol, il secondo 14 in B e poi il terzo 13 in B. Credo che anche a livello di maturazione e di crescita fu il miglior periodo della mia vita".
Su Lecce: "E' stata la mia prima esperienza al Sud, solo 5 mesi ma stupendi in C. Ma sono stato benissimo, fu l'anno precedente alla loro salita dalla C alla B".
Su Aya e Benedetti trovati a Pisa e ritrovati qui: "E' stato bello, è vero segnammo tutti e 3 nella gara contro lo Spezia (notizia riportata da noi mesi fa). Con Benedetti è la quarta volta che ci troviamo in carriera. Sì mi hanno chiamato anche loro prima di venire ad Avellino".
Su Casarini: "Anche con lui avevo giocato bene con l'Alessandria".
Cosa si prova ad essere l'uomo più pericoloso della squadra: "E' peggio perché fai più fatica, perché poi sei quello più atteso e non puoi sbagliare".
Sulle pressioni: "Penso che facciano parte del mestiere, vuoi non voi siamo ragazzi come tutti, c'è chi le vive meglio e chi peggio e magari in una piazza importante come Avellino fai un po' più fatica".
Sulla trattativa: "La trattativa è stata molto lunga. Io aveva l'esigenza di giocare. Non avrei mai pensato di andare via da Bolzano perché stavo benissimo, ma io avevo esigenza di giocare, mi ha cercato una piazza importante con un progetto importante e ho detto perché no".
Sulla piazza di Avellino: "Con Bolzano gli opposti, qui c'è una pressione importante, una piazza storica, calda. Appena ho saputo della trattativa sono stato sempre favorevole".
Se conoscevo il clima di Avellino: "No, perchè ci ho giocato solo una volta contro, ero giovanissimo, fu l'anno che c'era Zappacosta in C, quell'anno lì. E' chiaro che poi la storia di Avellino è importante".
Sui tifosi: "So che le aspettative sono alte, ma fa parte del lavoro, del ruolo e ben vengano che ci siano le pressioni, che magari sono anche da stimolo per far bene".
Su Rastelli: "Sono venti giorni che sono qui ma mi sembra una persona a modo, preparata, che ha fatto bene in carriera e credo che mi posso trovare bene".
Sul gruppo: "Son sincero ho trovato un gruppo sano e di persone per bene. Mi sembra un gruppo sano e di bravi ragazzi che si impegnano ogni giorno per raggiungere un obiettivo importante".
Sulla promozione: "Ad oggi è più difficile vincere la C con una buona squadra che la B con una buona squadra, perché le squadre contro, vuoi o non vuoi, contro di te danno l'anima. Poi i playoff non ne parliamo proprio, perché se non sbaglio ne sale solo 1 su 27".
Sul numero 31: "Era il numero dell'esordio con l'Atalanta, poi mi ha portato fortuna a Pisa. Ad Alessandria avevo il 10, e lasciamo perdere, poi l'ho ritrovato a Bolzano e l'ho rimesso qui".
Doppietta all'esordio: "Come si dice, chi ben comincia è a metà dell'opera. Spero di continuare così. Le aspettative magari lì sono aumentate, però va bene così. Quel giorno a Potenza è stato tutto perfetto, ero appena arrivato e fare subito due gol è stato bellissimo".
Come ti vedi tra 10 anni: "Spero di non essere ingrassato troppo. Scherzi a parte, non so cosa fare. Magari restare nel calcio e fare qualcosa. Intanto speriamo di finire bene gli ultimi anni di carriera qui ottenendo tutto quello che vogliamo".
Sugli hobby: "Mi piace il vino, so che ci sono degli ottimi vini in Irpinia e ottime cantine. A me piace bere vini, a Pisa ho fatto un corso di sommelier, quindi a fine stagione qualche buon vino irpino lo proverò".


