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Taglialatela: "Il problema dell'Avellino è la mancanza di costanza e continuità. I leader devono trascinare il gruppo". Sul passato, Ghidotti e Perinetti...
martedì 27 febbraio 2024, 14:00Ex biancoverdi
di Marco Costanza
per Tuttoavellino.it

Taglialatela: "Il problema dell'Avellino è la mancanza di costanza e continuità. I leader devono trascinare il gruppo". Sul passato, Ghidotti e Perinetti...

Pino Taglialatela, ex portiere di Napoli e Avellino, ora dirigente dell'Ischia, è stato ospite a Sportchannel, al format Zona Verde. 

Queste le sue parole sul campionato dei lupi: "Sono un dirigente di calcio da alcuni anni, ho vinto un campionato di Eccellenza l'anno scorso con l'Ischia, ora stiamo facendo un buon campionato di Serie D, siamo in zona playoff. Contento del lavoro che stiamo facendo. Guardiamo avanti". 
Il passato in biancoverde: "Di Avellino ho un ricordo stupendo, ho un esordio in B con i lupi, in prestito dal Napoli. Quella stagione 1989-90 partivamo con i favori del pronostico, Sonetti in panchina. Abbiamo avuto delle problematiche, c'erano Baiano, Ravanelli, però non riuscimmo a ingranare. In difesa c'erano Amodio, Ferrario. Ma con l'andare avanti, negli anni, ho capito che non sempre, se hai una grande squadra, si vince. Servono equilibri. Era un calcio diverso da oggi. Ma di Avellino posso solo dire bene, mi ha permesso di mettermi in mostra, di poter andare in Serie A, di esordire in Under 21. Ad Avellino sono molto affezionato, mi ha consentito di mettermi in mostra. Dopo quell'anno volevo rimanere ancora ad Avellino, volevo crescere ulteriormente, infatti litigai con Moggi che però mi ha rivoluto a Napoli". 
Su Ghidotti: "Avellino, al di là della categoria, è una piazza da Serie A anche quando giochi in Serie C. Ci sono delle tensioni diverse e per un ragazzo giovane come lui, non è facile, perchè poi deve fronteggiare la pressione della piazza. Ha qualità davvero importanti. ha determinazione, ma deve crescere e una piazza come Avellino può aiutarlo. Può uscire fuori alla grande. Sono convinto che questo ragazzo può dare enormi soddisfazioni ai tifosi e fare una grande carriera". 
Sulla squadra: "Ha una grande squadra e soprattutto una grande società. Stanno facendo tanti sacrifici, soprattutto economici, e meritano una categoria come la Serie B, che è il minimo sindacale per i lupi". 
Sul campionato: "Penso che l'Avellino abbia un problema mentale e di personalità. Perchè quando non si riesce a fare un filotto di vittorie, perdendo punti nel finale, è questione di concentrazione  mancanza di personalità. E' capitato col Monterosi, col Potenza, recentemente. Allora lì puoi avere qualsiasi allenatore, direttore sportivo, ma in campo ci vanno i giocatori. Io ho fatto questo mestiere, dove in campo sai che ci sono gare che se non puoi vincere, non devi almeno perdere e mi riferisco a quelle in casa con Sorrento e Messina. All'Avellino è mancata costanza. All'Avellino è mancato questo. Troppo altalenante, ma malgrado questo, l'Avellino è lassù, e non deve distruggere tutto. Forse i calciatori non capiscono qual è il momento giusto per avere un filotto, è lì che si vincono i campionati, avere quella cattiveria giusta per portare a casa le vittorie che pesano". 
Su Perinetti: "Io credo che sia la persona giusta nel momento giusto. Giorgio nei momenti particolari con la sua esperienza può dare il massimo. E' una persona serena, che a modo suo si fa sentire. Il problema è questo, la mancanza di costanza, quindi bisogna capire il momento. L'Avellino è una squadra forte, l'ho vista giocare, quando riesce è una squadra quasi ingiocabile. Il problema è che non lo fa magari per tutti i 90 minuti. I leader devono uscire in questo momento e devono trascinare il resto del gruppo". 
Sul mercato: "Sicuramente quando si opera, non sempre si fa bene, non bisogna mai nascondere le responsabilità dei dirigenti. Se l'Avellino ha qualche problemino, ovviamente va risolto. Certamente questa è una buona squadra, ci vuole più spirito di appartenenza e la voglia di superare la squadra. L'Avellino è lì, ha perso un po' di terreno, non avendo molta costanza. Ma non bisogna distruggere, bisogna andare avanti con Pazienza. Cambiare allenatore adesso a cosa serve. Pazienza a me piace, ma adesso è il momento di cacciare fuori gli argomenti, gli attributi giusti. Avellino è una grande piazza, che non merita la C, lo dico ai ragazzi, ai calciatori, se date a questo popolo il massimo, questa piazza vi può portare in alto".