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Com'è andato l'esordio in panchina di Ballardini? Poco tempo per incidere, giudizio rimandato al derbyTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 16:10Copertina
di Domenico Fabbricini
per Tuttoavellino.it

Com'è andato l'esordio in panchina di Ballardini? Poco tempo per incidere, giudizio rimandato al derby

C'era attesa per il ritorno in panchina di Davide Ballardini dopo quasi due anni dall'ultima esperienza al Sassuolo. In pochi giorni nessun allenatore può fare miracoli né tantomeno 'Mr. Wolf' come viene spesso soprannominato (anche se lui non ama questo nomignolo), ma intanto un primo risultato a Reggio Emilia lo ha raggiunto: interrompere la striscia di tre sconfitte consecutive e non cadere nello scontro diretto per non retrocedere. L'importante contro la Reggiana, ultima squadra a rappresentare la zona playout, era non perdere e il risultato minimo è stato raggiunto. Ogni altro giudizio è rimandato, perché l'Avellino è apparso ancora privo di gioco e di una identità, come era nelle ultime giornate sotto la gestione Biancolino, abulico in attacco, troppo perforabile in difesa.

Come si diceva, in pochi giorni non si possono fare miracoli ma mister Ballardini può portare a casa quantomeno la reazione, come ha ammesso lui stesso in conferenza stampa. Male i primi venti minuti, in cui la Reggiana ha messo sotto l'Avellino e ha trovato il gol troppo facilmente, dopo l'Avellino si è riassestato, ha trovato il gol con Enrici e ha condotto a casa una gara dignitosa senza eccellere, ma anche senza subire. E di questi tempi va anche bene così. Ballardini ha anche provato a portare qualche elemento di novità, come si conviene a un allenatore chiamato a un cambio di passo: ha fatto esordire Reale, finora un oggetto sconosciuto, dal primo minuto (anche se non ha destato particolari impressioni), ha deciso di schierare Sgarbi al fianco di Biasci visti i flop nelle ultime giornate di Tutino e Patierno (salvo poi cambiare entrambi gli attaccanti per mancanza di pericolosità) ma ha deciso di non cambiare anche il modulo per non mandare in confusione la squadra in pochi giorni di lavoro, quindi avanti col 3-5-2. Anche se l'idea nel futuro prossimo è quella di lavorare sulla difesa a quattro, come ha ammesso in conferenza a nostra specifica domanda.

Insomma pochi concetti, movimenti difensivi e offensivi, quanto basta per dare un'infarinata del proprio modo di giocare alla squadra e cercare di trarre il massimo da questa trasferta. E almeno il punto è stato portato a casa. Ci sarà ora una settimana piena (si è tornati al lavoro già questa mattina subito di ritorno da Reggio Emilia, senza perdere tempo) per assimilare altri concetti, provare altre soluzioni e magari imparare movimenti diversi. "Se gli attaccanti non fanno gol si nota, ma a volte bisogna anche essere bravi da dietro a supportarli" ha spiegato ieri Ballardini in conferenza stampa, come a dire: se davanti si crea poco è perché tutta la squadra deve agire diversamente.

Insomma per ora si porta a casa reazione e risultato, sperando di cominciare a vedere la mano del tecnico già dal prossimo, sentitissimo derby casalingo contro la Juve Stabia.