Stadio Partenio, la giunta Pizza fa chiarezza e annuncia un ampliamento della capienza
Domenico Fabbricini
Si è tenuta questa mattina l'annunciata conferenza stampa del sindaco Nello Pizza insieme all'assessore Enza Ambrosone per fare il punto sullo stadio Partenio e sul nuovo impianto. Il comune sta lavorando per ampliare l'attuale capienza dello stadio oltre i 12 mila posti, capienza che gli permetterebbe ipoteticamente di ottenere l'omologazione anche per la Serie A, aggiungendo ulteriori 800 posti in Curva Sud e 400 in Tribuna Terminio per un totale di 1200 posti ulteriori. E' una soluzione per calmierare anche la richiesta di riapertura della Curva Nord, ipotesi che per ora viene accantonata: non avrebbe senso, ha spiegato Ambrosone, spendere 1,2 milioni di euro per riaprire un settore chiuso da 17 anni e che in caso di costruzione del nuovo stadio, e quindi abbattimento dell'attuale, sarebbe il primo a essere demolito.
Il sindaco Pizza ha ricordato poi come il 1 ottobre 2026 è una data da ricordare perché la Giunta ha approvato il Documento di indirizzo alla progettazione (Dip) del nuovo stadio: 22.000 posti per 72,73 milioni di euro, che dovrebbero arrivare da finanziamenti regionali. Il 31 agosto 2026 il presidente D'Agostino aveva inviato una pec in comune per chiedere un partenariato pubblico-privato per realizzare il nuovo stadio, 59% a carico del club e 41% del comune, "ma senza indicare cifre, nessuna preclusione a valutare un progetto della società ma solo di fronte a una proposta concreta da analizzare in tutti i suoi aspetti, che per il momento non c'è" ha aggiunto Ambrosone. "Le proposte dell’U.S. Avellino sono benvenute, a tre condizioni: regole chiare, progetto definito, numeri chiari" ha detto Pizza.
Per il momento dunque, ha concluso Pizza, la strada che si sta percorrendo è quella di un'opera pubblica realizzata dal comune con finanziamenti della Regione Campania, se poi dovesse arrivare una proposta privata si valuterà dal punto di vista architettonico, realizzativo ed economico. Tutto ancora in divenire insomma.


